Il
miracolo di Madre Teresa, il sangue di Voitila
e i diavoli di Padre Amorth
(Gazzetta
di Modena 16 0ttobre 2016)
Ciprian
nasce in Romania nel 1993. Ha delle gravi malformazioni. Rifiutato
dalla madre è ‘depositato’ in un orfanatrofio in Romania dove i
bambini muoiono a centinaia. Madre Teresa lo prende e lo porta in
Italia. E’ curato e accolto in una comunità dove impara a scrivere
a dipingere a correre e nuotare. Il vero miracolo non è ottenere una
guarigione attraverso un bagno a Lourdes, toccando un pezzo del saio
di Madre Teresa. O parlare con una madonna che non vede nessuno. E’
salvare una vita ridando non solo la salute, ma la possibilità di
una esistenza dignitosa.
Dopo
il sangue di San Gennaro in questi giorni un altro sangue viene
esibito: è quello di papa Vojtyla nel duomo di Carpi. Indulgenza
plenaria a chi prega e a chi bacia la reliquia. Migliaia i “fedeli”.
Mi sembra un macabro spettacolo non certamente espressione di una
fede matura. Dopo il concilio bisognava superare una tradizione
secentesca un po’ necrofila, del culto delle reliquie con
esibizione di capelli, pelle, teschi e ossa, tessuti e oggetti ecc.
che venivano custoditi gelosamente dalle città per garantirsi la
protezione del santo e i lucrosi pellegrinaggi dei viandanti alla
ricerca di un possibile miracolo. Osiamo pensare che nella nostra
città un fatto del genere non possa capitare.
E’
morto il mese passato Padre Amorth modenese esorcista ufficiale della
chiesa. Non so se il diavolo esista veramente: so che ci sono molti
diavoli viventi tra di noi e dentro di noi e per sconfiggerli ci
vuole ben altro che benedizioni e aspersioni di acqua e incenso. E’
facile dare la responsabilità del male al diavolo o a Dio.
Il
cristiano trova oggi un’offerta religiosa variegata per rispondere
alla propria religiosità. Sta ai parroci e ai vescovi indirizzare
per far crescere una fede adulta nel fedele. Non tenerlo, forse fa
comodo così, legato a forme infantili di religione impedendogli di
godere di una fede libera e matura. Ma sta anche alla coscienza
individuale giudicare e scegliere. Perché la religione sia uno
strumento di crescita e speranza e non una scorciatoia vicina alla
superstizione. L’uomo è spesso disperato e come ultima spiaggia si
rivolge non solo ai santi e alla madonna, ma si accosta a fenomeni
non sempre ortodossi. Non so se sia solo disperazione, superstizione,
credulità. Ma questi aspetti della religione cattolica mediterranea
non sono presenti in altre religioni e specialmente nelle confessioni
protestanti. Mi sembra che siano, come ho detto, espressioni di una
fede immatura e ancora bambina. Facilmente attaccabile da chi non è
credente e incomprensibile per chi vorrebbe come i giovani
avvicinarsi al vangelo.
Cicerone,
uomo molto religioso, citava un detto di Catone
“qui
mirari se aiebat, quod non rideat haruspex, haruspicem cum viderit
...’si meravigliava, diceva,
che
quando un aruspice incontrava un altro aruspice, non gli scappasse da
ridere’. L’aruspice era un indovino-stregone-sacerdote che nei
templi faceva previsioni osservando il volo degli uccelli o
rovistando tra le interiora insanguinate degli animali sgozzati.
Beppe
Manni