venerdì 4 novembre 2016

LA SUPERSTIZIONE MINACCIA LA FEDE

Il miracolo di Madre Teresa, il sangue di Voitila e i diavoli di Padre Amorth
(Gazzetta di Modena 16 0ttobre 2016)
Ciprian nasce in Romania nel 1993. Ha delle gravi malformazioni. Rifiutato dalla madre è ‘depositato’ in un orfanatrofio in Romania dove i bambini muoiono a centinaia. Madre Teresa lo prende e lo porta in Italia. E’ curato e accolto in una comunità dove impara a scrivere a dipingere a correre e nuotare. Il vero miracolo non è ottenere una guarigione attraverso un bagno a Lourdes, toccando un pezzo del saio di Madre Teresa. O parlare con una madonna che non vede nessuno. E’ salvare una vita ridando non solo la salute, ma la possibilità di una esistenza dignitosa.
Dopo il sangue di San Gennaro in questi giorni un altro sangue viene esibito: è quello di papa Vojtyla nel duomo di Carpi. Indulgenza plenaria a chi prega e a chi bacia la reliquia. Migliaia i “fedeli”. Mi sembra un macabro spettacolo non certamente espressione di una fede matura. Dopo il concilio bisognava superare una tradizione secentesca un po’ necrofila, del culto delle reliquie con esibizione di capelli, pelle, teschi e ossa, tessuti e oggetti ecc. che venivano custoditi gelosamente dalle città per garantirsi la protezione del santo e i lucrosi pellegrinaggi dei viandanti alla ricerca di un possibile miracolo. Osiamo pensare che nella nostra città un fatto del genere non possa capitare.
E’ morto il mese passato Padre Amorth modenese esorcista ufficiale della chiesa. Non so se il diavolo esista veramente: so che ci sono molti diavoli viventi tra di noi e dentro di noi e per sconfiggerli ci vuole ben altro che benedizioni e aspersioni di acqua e incenso. E’ facile dare la responsabilità del male al diavolo o a Dio.
Il cristiano trova oggi un’offerta religiosa variegata per rispondere alla propria religiosità. Sta ai parroci e ai vescovi indirizzare per far crescere una fede adulta nel fedele. Non tenerlo, forse fa comodo così, legato a forme infantili di religione impedendogli di godere di una fede libera e matura. Ma sta anche alla coscienza individuale giudicare e scegliere. Perché la religione sia uno strumento di crescita e speranza e non una scorciatoia vicina alla superstizione. L’uomo è spesso disperato e come ultima spiaggia si rivolge non solo ai santi e alla madonna, ma si accosta a fenomeni non sempre ortodossi. Non so se sia solo disperazione, superstizione, credulità. Ma questi aspetti della religione cattolica mediterranea non sono presenti in altre religioni e specialmente nelle confessioni protestanti. Mi sembra che siano, come ho detto, espressioni di una fede immatura e ancora bambina. Facilmente attaccabile da chi non è credente e incomprensibile per chi vorrebbe come i giovani avvicinarsi al vangelo.
Cicerone, uomo molto religioso, citava un detto di Catonequi mirari se aiebat, quod non rideat haruspex, haruspicem cum viderit ...’si meravigliava, diceva, che quando un aruspice incontrava un altro aruspice, non gli scappasse da ridere’. L’aruspice era un indovino-stregone-sacerdote che nei templi faceva previsioni osservando il volo degli uccelli o rovistando tra le interiora insanguinate degli animali sgozzati.
Beppe Manni