martedì 15 novembre 2016

Primi indagati per le firme false M5S

Palermo. Ci sono i primi indagati per le presunte firme false del Movimento 5 stelle alle elezioni comunali palermitane del 2012. La Procura del capoluogo siciliano, dopo il servizio de Le Iene in cui l'attivista grillino Vincenzo Pintagro accusava la deputata Claudia Mannino e la candidata alle primarie online per le Comunali 2017 Samanta Busalacchi di aver ricopiato alcune firme per rimediare a un precedente errore materiale, sta preparando gli inviti a comparire per gli accusati, i cui nomi non sono ancora noti. L'aggiunto Dino Petralia e la pm Claudia Ferrari ipotizzano il reato di falso nella compilazione di liste elettorali o di candidati.
Pintagro è stato sentito in Procura come persona informata sui fatti. Alla trasmissione Mediaset l'attivista aveva detto di aver visto con i propri occhi Mannino e Busalacchi falsificare i documenti. Le due interessate hanno negato di avere commesso l'illecito e hanno annunciato querele nei confronti di Pintagro. Davanti alle telecamere, e secondo indiscrezioni adesso anche davanti ai pm, alcuni sottoscrittori della lista hanno però disconosciuto la paternità delle firme. Un mese fa Beppe Grillo aveva annunciato  provvedimenti nei confronti dei responsabili.
Nel frattempo le Comunarie, le primarie online per scegliere 1'aspirante sindaco di Palermo, restano bloccate: in lizza ci sono 122 candidati, ma lo staff di Beppe Grillo ha congelato la selezione, inizialmente prevista per settembre. E così il Pd va all'attacco: per il responsabile Giustizia del partito, Davide Ermini, i grillini dovrebbero «smettere di dare lezioni perché il loro Movimento non è più puro di altri», mentre la vicecapogruppo del Pd alla Camera Alessia Morani definisce la vicenda «inquietante». La segreteria provinciale palermitana ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile.
Claudio Reale

(la Repubblica 9 novembre)