domenica 13 novembre 2016

TIMOR DI DIO NON SIGNIFICA ' MAI LA PAURA DI DIO

caro don Franco,

ho visto sull'ultimo numero de Il Regno Attualità (16/2016) un bell'articolo di Piero Stefani sul timor di Dio nella Bibbia (il titolo è: La fede e il timore).

E il Dio incommensurabile che mi pare si accordi con quanto tu ci hai detto in merito negli incontri biblici.
Riporto qui solo alcune frasi che mi sembrano significative, se possono servire per il blog:

"...Temere Dio significa non già avere paura per la propria sorte, bensì riconoscere una grandezza non paragonabile alla nostra, sproporzione senza la quale Dio non sarebbe Dio. Bisogna temerlo senza pensare a se stessi. In questa luce, il timore è richiesto proprio dalla nostra vicinanza a lui.....L'atto di temere senza pensare prende le distanze da tutti i procedimenti che utilizzano la paura. E' dato di servirsi della paura in modo corretto quando essa diviene un preveggente e controllato modo per fronteggiare pericoli reali; il suo impiego diviene invece aberrante allorchè si trasforma in esercizio di dominio sugli altri. Suscitare paure per imporre il proprio controllo è un'antica forma per esercitare il potere sia temporale che spirituale. Il Dio che condanna all'inferno se non ci si confessa a un prete è stata una esemplificazione secolare di questo esercizio di potere (di cui la Chiesa di oggi, misericordiosa ma anche immemore, non sembra abbia chiesto sufficientemente perdono). Temere Dio per paura dell'inferno è legato a filo doppio al sapere di aver paura. La replica autentica non è semplicemente quella di dichiarare che non c'è alcun inferno nell'aldilà (mentre a tutti resta precluso negarne l'esistenza nell'aldiquà)."
Ciao, Guido Allice