Questa volta il papa ha scelto espressamente di parlare soprattutto ai politici denunciando ritardi, contraddizioni, corruzione.
Sono esattamente le parole che le teologie della liberazione già pronunciavano 40 anni fa.
Esse si stanno realizzando sotto i nostri occhi; anzi in mezzo a noi.
La denuncia più esplicita delle inadempienze politiche è stata l'assenza di strade alternative per i giovani.
Il sogno di un lavoro dignitoso oggi dall'Italia al Brasile, è largamente negato o disatteso per le nuove generazioni.
Il papa non pretende che la denuncia risolva i problemi, ma stimola le istituzioni politiche a fare il loro compito, che è quello di affrontare seriamente i problemi: al primo posto il lavoro. Su questo terreno il papa sembra non trovare ascolto nelle istituzioni che davvero contano.
Franco Barbero