lunedì 23 gennaio 2017

Il ricco e il povero

«Il ricco fa l'ingiustizia e poi anche minaccia,
il povero subisce l'ingiustizia e chiede perdono.
Se gli sei utile, ti sfrutta,
se hai bisogno, ti abbandona.
Se possiedi, starà con te,
e ti spoglierà senza il minimo rimorso.
Se ha bisogno di te, t'imbroglia,
ti sorride, ti dà speranze,
chiede gentilmente: «ti occorre qualcosa?».
Ti farà vergognare con i suoi pranzi,
fino a quando non ti spillerà
due o tre volte tanto;
così alla fine sarà lui a deriderti;
dopo, ti avrà ma ti eviterà,
anzi scuoterà la testa su di te.
Bada a non farti ingannare,
affinché non sia umiliato per la tua leggerezza.
Se un potente t'invita, fa resistenza,
così insisterà nell'invitarti.
Non essere sfacciato per non essere respinto,
non stare appartato per non essere dimenticato.
Non parlargli da pari a pari,
non fargli credito se parla molto;
perché spesso parla per provarti
e t'indaga anche sorridendo.
Egli non ha riguardi per i tuoi segreti,
e non ti risparmierà guai e catene.
Fai attenzione e sii molto cauto,
perché cammini sull'orlo del precipizio.
Ogni animale ama il suo simile
ed ogni uomo il suo prossimo.
Ogni carne è attratta verso la stessa specie,
perciò l'uomo aderisce al suo simile.
Forse il lupo coabiterà con l'agnello?
Così il peccatore con l'uomo pio.
C'è pace tra la iena ed il cane?
E c'è pace tra il ricco e il povero?
I leoni nel deserto vanno a caccia di onàgri,
così i poveri sono il pascolo dei ricchi» (Siracide 13,3-19).