mercoledì 4 gennaio 2017
PER AMORE O PER FORZA
“Per amore o per forza dobbiamo abbandonare le formule che il Nuovo Testamento ci ha reso familiari, se ci stanno a cuore la chiarezza dell'evangelo e la sua comprensione da parte della generazione attuale.... Chiunque sia capace di individuare l'essenziale, si renderà conto che il Nuovo Testamento non è semplicemente un oggetto in nostro possesso, che si trasmette immutato di generazione in generazione.
La sua caratteristica è quella della parola, che deve essere tradotta e interpretata... E v'è di più: la fedeltà al suo messaggio esige da noi un ascolto critico e una riflessione sulla possibilità o meno di usare ancora le stesse parole per esprimere le formulazioni del passato... La stessa Scrittura deve sottostare allo Spirito, non viceversa. Se vogliamo veramente ascoltare la Parola di Dio non possiamo considerare la lettera come sacrosanta. Chi legge la Bibbia in altra maniera fa diventare la Bibbia una reliquia da venerare, anche se non ne capisce nulla e la superstizione ha preso il posto della fede. Da questo punto di vista la critica storica diviene un necessario strumento di lavoro della teologia”.
(E. Kasemann, Appello alla libertà, pag. 146).