“L’unificazione planetaria della cultura e della storia umana esige un livello spirituale molto superiore a quello finora praticato nelle singole religioni”, esordisce Carlo Molari nel suo chiaro libretto Teologia del pluralismo religioso (Pazzini 2013). Forse anche per questo le religioni sembrano superate, chiuse nel tempo di ieri; e, nello stesso momento, alcune forze che si rivestono del loro nome ricompaiono accanite a difendersi e imporsi; eppure, oggi come non mai, le religioni si parlano, non sono più espressioni geografiche separate, ma vie dello spirito che si incontrano, e proprio per questo devono elevare il loro livello spirituale. Il dialogo ha imposto alla teologia cristiana del pluralismo un radicale cambiamento di paradigma: ha richiesto una nuova analisi della tradizione pretesa di verità e autenticità unica e assoluta. Riconosciuto il valore positivo delle religioni e la volontà divina di salvare tutti, la particolarità di Gesù e la sua unica mediazione universale ha chiesto una nuova comprensione.
Enrico Pejretti