ELOGIO DELLA FOLLIA
Non possiamo che tessere l'elogio di chi ha il coraggio di dichiararsi "cattolico praticante": quando leggiamo nel capitolo 25 di Matteo il programma d'esame (nutrire gli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi ecc.), a noi sembra una vera follia considerarsi automaticamente promossi in un tale scrutinio. Se davvero il dieci per cento della popolazione ita liana (tanti sono statisticamente coloro che si dichiarano "praticanti") praticasse le quattordici "opere di misericordia", probabilmente le cose andrebbero meglio.
Ma c'è un'altra follia, che non possiamo elogiare a cuor leggero. È la follia di chi prende lucciole per lanterne, identificando il Vangelo con "la dottrina cattolica". Non vogliamo tifare pro o contro nessuno, ma per una volta che un papa mette l'accento sulla PRATICA del Vangelo, dopo circa due millenni di dispute dottrinali in cui tutti gli autoproclamatisi "discepoli di Cristo" si sono scannati tra tifoserie avverse, i "soliti noti" danno l'impressione che si stia formando un fronte bellicoso dei "veri cristiani", veri "praticanti". Prendiamo da Wikipedia: Socci all'indomani, dell'elezione dell'arcivescovo di Buenos Aires era entusiasta, scriveva che "Papa Francesco è maestro e padre per tutta la chiesa... Poi qualcosa è cambiato, Francesco da punto di partenza per una "nuova stagione della cristianità" è diventato l'uomo che rompe con il Magistero di sempre. Contraddizione? Non si gradisce Bergoglio quando dice che 'Dio non è cattolico' (ma, caro Socci, dov'è scritto che Dio è cattolico'?). Una tendenza che è andata procedendo senza cambiamenti, perché c'è una chiara volontà (del papa) di andare contro la dottrina cattolica".
E poco più in là: Ma cosa sta succedendo nella Chiesa cattolica? Questa è la domanda che tanti cattolici si stanno facendo in questi tempi. Ormai sembra essere in atto una divisione dottrinale così come non la si vedeva da secoli. I temi, anche se apparentemente sembrano riguardare casi decisamente circoscritti e particolari (come quello della possibilità della Comunione ai divorziati risposati, in realtà colpiscono il cuore della fede stessa nell'Eucarestia.
E citano Urbano II (il papa che inventò le "Crociate") per diffondere il sospetto che su Jorge Bergoglio pende la minaccia di scomunica: Se infatti tentasse di distruggere - Dio non voglia! - ciò che insegnarono gli Apostoli e i Profeti (di cui loro sono i difensori d'ufficio?), si proverebbe non che emette una sentenza, ma piuttosto che erra." Urbano II - Bolla "Sunt quidam", anno 1090".
L'ideale del Vangelo per questi "folli" è Lepanto, quando i "cristiani" (in realtà alcuni principi cattolici che difendevano i loro robusti interessi mercantili nel Mediterraneo) ricevevano da un papa (Pio V) un blasfemo stendardo di battaglia su cui campeggiava l'immagine del Crocifisso, con il mandato (apostolico) di sgozzare il massimo numero possibile di "infedeli" con l'aiuto di Maria Auxilium Christianorum. Il loro crocifisso stava dalla parte dei tagliagole. Probabilmente abbiamo letto due edizioni diverse del Vangelo.
Gianfranco Monaca
Tempi di fraternità