giovedì 9 febbraio 2017

IL COMMIATO

Il commiato da Dio ha radici complesse.
"Per la maggior parte degli europei 'non c'è più bisogno di Dio'. Anche se questo dato di fatto  non si basa su un processo storico ineludibile, come aveva preventivato invece il positivismo, si tratta decisamente dell'idea di Dio e non solo delle forme di espressione religiose. Se non si parla propriamente di un  ateismo  militante, si può piuttosto parlare di un  agnosma  ampiamente diffuso. Questa situazione del tutto nuova, di un punto di partenza che è in senso ovvio non religioso, post-teistico, deve avere delle conseguenze per il modo e la maniera in cui la teologia e la catechesi tematizzano la domanda riguardo a Dio. Una prima esigenza a tale riguardo è che distinguiamo le diverse sfumature esistenti all'interno dell'agnosma reale. Esiste da sempre un  agnosma volgare, che orienta la vita al piacere ed all'utile. A fianco di esso vi è un  agnosia rancoroso, che consiste in un ripudio delle immagini di Dio, che hanno rovinato la vita dell'uomo, soprattutto della religion de la peur (Delumeau), che ha fuso Dio con la cultura occidentale della colpa e della vergogna. Vi è poi anche un agnosma filosofico, che considera l'idea di Dio un'aggiunta inaccettabile, superflua e perciò irrazionale rispetto alla realtà." (A. Houtepen, op.cit., pagg. 53-54). La vita  e l'agenda possono essere piene senza Dio. Che si tratti di un "ateismo banale", come diceva Dorothee Sölle o di un "complesso di valori edonistico-utilitaristici", il risultato è sempre questo radicale commiato dall'idea stessa di Dio.
Queste metamorfosi delle strutture della coscienza permettono il congedo dal "mito di Dio e dalla prassi religiosa" in virtù della  sostituzione. Dio viene licenziato come presenza inutile, residuo d'un passato mitico, e sostituito da parte di qualcosa che risulta più appagante. Il teologo Christian Duquoc parla di "teologia in esilio", di una cultura indifferente e di una congiuntura inospitale.Ci troviamo a fare i conti con una forma di secolarismo che cancella Dio dall'orizzonte della vita e della relazione dei viventi. Spesso l'occhio della fede ci porta a constatare che l'azzeramento di Dio in realtà ha anche un altro volto: "Una pioggia di dei sta cadendo dal cielo sui riti funebri dell'unico Dio" (Kolakowski). Lo spazio "liberato" dall'ingombrante presenza di Dio può venire invaso da una legione di idoli che ci imprigionano nei loro templi ed hanno i loro riti e i loro santi.
Franco Barbero in"Olio per la lampada", 2004, pg.17