mercoledì 1 febbraio 2017

Le religioni «degli altri» sono anche cultura

«Inviati per caso, viaggio nell'Italia delle religioni» di Lia Tagliacozzo e con i disegni di Eleonora Antonioni è una graphic novel che racconta le tradizioni, le usanze e le religioni presenti in Italia. Edito dall'editrice Sinnos, il libro incontra volti, etnie, culture, storie che s'intrecciano «in un viaggio tra amicizie e spazi di dialogo», come ha ricordato a Riforma.it, Lia Tagliacozzo, saggista, autrice e, in passato, giornalista per l'Unione delle comunità ebraiche in Italia (Ucei), ente che ha patrocinato il volume.
«Inviati per caso offre strumenti di conoscenza reciproca: «un ponte multiculturale, una finestra verso il mondo e che dal mondo ci fa vedere l'Italia nella sua complessità», prosegue Tagliacozzo. «Ho osservato – dice l'autrice - che, spesso, quando ci si occupa di intercultura e di dialogo, le religioni sono "rubricate" come ambiti ecumenici e non terreno d'incontro e confronto tra culture. Molti ragazzi oggi si confrontano quotidianamente con le diversità all'interno delle loro scuole o nei campi di calcio, altri ancora in attività sportive e artistiche. È stato un viaggio alla ricerca di storie, racconti, documenti, incontri. L'idea della grapich novel è della casa editrice, credo sia stata vincente. Sono due i protagonisti, Luca e Martina, loro intraprendono questo viaggio d'ascolto».
Che cosa è emerso dal lungo peregrinare?
«Che l'integrazione in Italia è diversa da zona a zona e da contesto a contesto. Dunque è impossibile, spesso è fuorviante, generalizzare la questione. È necessario poterla declinare con accuratezza. Alcuni ragazzi hanno spesso ricordato quanto sia difficile interagire con le culture e le tradizioni presenti nei luoghi nei quali ci si è insediati come nuovi italiani; i giovani Sikh vivono a Novellara dove sono nati e dove è stato costruito il più grande Tempio in Italia, tuttavia, seppure siano bene integrati, per questi giovani è difficile riuscire a far coincidere le loro tradizioni con quelle occidentali».
Un romanzo che affronta temi attuali come le migrazioni, l'integrazione e l'accoglienza?
«Sì, più che un romanzo direi un racconto, un viaggio però in continua evoluzione».
Quante religioni incontreranno Luca e Martina?
«Dai Sikh di Novellara agli induisti di Savona, dai valdesi del Piemonte delle "valli valdesi" ai musulmani di Firenze; poi le Comunità ebraiche e i buddhisti presenti a Roma. Per il mondo cattolico una realtà atipica, la comunità cattolica di rito greco di Piana degli Albanesi di Palermo; e ancora gli ortodossi di Verona».
Che cosa succede in provincia di Torino?
«I protagonisti incontrano Dora e Mattia, due giovani valdesi e loro coetanei. Ripercorreranno insieme la storia di questa minoranza visitando il Museo del Centro culturale valdese e alcune delle oltre cento "scuolette Beckwith" che il mecenate e generale inglese fece costruire nelle Valli a metà Ottocento. Poi, il tempio di Torre Pellice scavando nelle tradizioni per arrivare alla Resistenza italiana che nelle valli ha avuto una sua roccaforte».
L'attualità del libro?
«Sono pochi, rari, i saggi che raccontano le religioni presenti in Italia. Oggi è necessario farlo. Non si può più parlare di religioni degli altri o di religioni estranee; fanno parte del nostro tessuto spirituale, sociale e culturale».
Gian Mario Gillio

(Riforma, 20 gennaio)