Lettera sull'aborto
Care ragazze, Cari ragazzi... Livia Turco, ormai fuori dalla politica attiva, scrive un libro dedicato alle nuove generazioni. E sceglie «un tema duro, carico di sofferenza e di implicazioni morali»: l'aborto. Un tanto per «raccontare» a chi per età non sa «una pagina di bella politica» che viene dagli Anni Settanta, gli anni del terrorismo ma anche delle «riforme della speranza», (i consultori, la legge Basaglia, l'istituzione del Servizio sanitario nazionale).
La «madre» Livia Turco lancia ai «figli» un appello «Per non tornare al buio» (è il titolo del libro, Ediesse edizioni): «Sarebbe bello che voi realizzaste ciò che noi non siamo riusciti a fare... Create un'immagine pubblica della maternità che sia bella perché vera...create un'immagine pubblica della maternità che contenga una speranza, raccogliendo le cose belle e nuove che la nostra generazione ha costruito pei voi».
Alessandra Longo
(la Repubblica 7 febbraio)
Care ragazze, Cari ragazzi... Livia Turco, ormai fuori dalla politica attiva, scrive un libro dedicato alle nuove generazioni. E sceglie «un tema duro, carico di sofferenza e di implicazioni morali»: l'aborto. Un tanto per «raccontare» a chi per età non sa «una pagina di bella politica» che viene dagli Anni Settanta, gli anni del terrorismo ma anche delle «riforme della speranza», (i consultori, la legge Basaglia, l'istituzione del Servizio sanitario nazionale).
La «madre» Livia Turco lancia ai «figli» un appello «Per non tornare al buio» (è il titolo del libro, Ediesse edizioni): «Sarebbe bello che voi realizzaste ciò che noi non siamo riusciti a fare... Create un'immagine pubblica della maternità che sia bella perché vera...create un'immagine pubblica della maternità che contenga una speranza, raccogliendo le cose belle e nuove che la nostra generazione ha costruito pei voi».
Alessandra Longo
(la Repubblica 7 febbraio)