giovedì 2 febbraio 2017

Mozambico
non rubateci più la nostra terra

Il fenomeno dell'accaparramento dei terreni fertili da parte delle multinazionali dell'industria alimentare e dell'estrazione mineraria in Mozambico, il land grabbing, costringe i piccoli agricoltori locali ad abbandonare i propri luoghi d'origine, generando un'enorme sofferenza. Da tempo i missionari comboniani denunciavano il governo di aver dato la concessione di 102mila km quadrati di terra arabile al Consorzio Pro Savana, costituito da giapponesi e brasiliani. Ma non si sono fermati alla denuncia: una suora comboniana ha realizzato insieme alla Caritas di Nacala un microprogetto che attua la coltivazione di 11mila specie di anacardium occidentale (noce iperproteica) e altri alberi da frutta locali. I beneficiari del progetto sono stati finora circa 15mila persone: una sorta di fionda che ha avuto il coraggio di affrontare il Golia degli interessi particolari delle multinazionali.

(Rocca 15 gennaio)