lunedì 6 febbraio 2017

Semplificazioni maldestre

Oggi va di moda dire che bisogna andare oltre le religioni. L'argomento principale che maldestramente viene usato è d'una banalità incredibile. Si ripete a iosa che il cristianesimo è una fede, ma non una religione. Si tratta di uno slogan contrario alla realtà storica:  "In realtà tutti i primi discepoli di Gesù erano ebrei, frequentavano il Tempio, praticavano una religione. Non è mai esistita una fede cristiana non religiosa" (Carlo Molari, Rocca 3/1 febbraio 2017).
Così nel volume "Oltre le religioni" (Gabrielli Ed.) esiste una semplificazione - come vado scrivendo da anni - riguardo al "teismo" come linguaggio e categoria alienante, espressione di un Dio interventista e dirigista. È indubbio che nel teismo esistano concezioni provvidenzialiste inconciliabili con la cultura del nostro tempo, ma esistono molti teismi diversi, c'è teismo e teismo. Talvolta, per chi ama le scritture dei due Testamenti, il teismo è il linguaggio che esprime l'alterità di Dio; altre volte esprime addirittura una presenza amorosa e vicina.
Le scorciatoie e le semplificazioni rovinano anche le numerose e feconde osservazioni di questi Autori che, in ogni caso, conoscono poco l'ebraismo.

Franco Barbero