Buone novelle, rinasce il giornale della rive gauche
Di tanto in tanto una buona notizia, una capo redattrice della rivista cattolica Témoignage Chrétien ha comprato, presso il Tribunale fallimentare di Parigi, la proprietà della testata per la quale aveva lavorato per anni. E ha annunciato, come risulta da un'intervista a Delphine Allaire per il quotidiano La Croix, l'intenzione di ridare vita e voce a una testata giornalistica che, per molteplici ragioni, merita il qualificativo di "storica". Fondata nel 1941 dai gesuiti impegnati nella resistenza contro il regime di Vichy e contro i nazisti, Témoignage Chrétien ha realmente accompagnato la vita della Chiesa francese ed europea aprendo porte e finestre, spesso con anticipo su temi quali la decolonizzazione, la nascita delle giovani Chiese, il pacifismo, i diritti umani, il dialogo interreligioso, la globalizzazione. Un'ottica considerata "normale" ai tempi del Concilio e del post-concilio guidato da Paolo VI è diventata "pericolosa" quando il wojtylismo muscolare di noti "movimenti ecclesiali" ha cercato di "normalizzare" anche il cattolicesimo francese, provocando conflitti a scapito dei più miti e dei meglio intenzionati.
E anche in Francia la crisi è diventata drammatica dagli anni Novanta quando il sistema comunicativo cattolico è stato ridotto, dal vanaglorioso centralismo romano, a macchinetta mangiasoldi per pochi. La colpa di Témoignage Chrétien?
Cercare di comprendere cosa il cristianesimo concretamente possa comunicare al mondo moderno è cosa questo, altrettanto concretamente, possa suggerire al cristianesimo. Tanto è bastato per etichettarlo di "sinistra", facendo sì che subisse traversie finanziarie a causa delle quali da settimanale si è trasformato in mensile e poi in trimestrale per arrivare ad avere, come veste editoriale, una "lettera settimanale" e un sito dedicato al dialogo. La protagonista della nuova, si spera fortunata, stagione di Témoignage Chrétien è Christine Pedotti, 57 anni. Ha già dato vita a Grain de soleil, mensile cristiano per l'infanzia e in Francia è nota per avere nel 2008, con Anne Soupa, formato il Comité de la jupe (il comitato della gonna) per combattere le discriminazioni dei chierici contro le donne nella Chiesa. Ha partecipato anche alla fondazione della "Conferenza Cattolica dei battezzati e delle battezzate di Francia" che, come quella dei vescovi, si riunisce regolarmente per dar voce alla base cattolica su questioni che riguardano la Chiesa francese. Per valutare bene quale potrebbe essere il ruolo dei laici e delle donne nella Chiesa, basterebbe ascoltare e vedere ciò che, con coraggio e libertà, dicono e fanno.
Filippo Di Giacomo
(Il Venerdì 11 agosto)
Di tanto in tanto una buona notizia, una capo redattrice della rivista cattolica Témoignage Chrétien ha comprato, presso il Tribunale fallimentare di Parigi, la proprietà della testata per la quale aveva lavorato per anni. E ha annunciato, come risulta da un'intervista a Delphine Allaire per il quotidiano La Croix, l'intenzione di ridare vita e voce a una testata giornalistica che, per molteplici ragioni, merita il qualificativo di "storica". Fondata nel 1941 dai gesuiti impegnati nella resistenza contro il regime di Vichy e contro i nazisti, Témoignage Chrétien ha realmente accompagnato la vita della Chiesa francese ed europea aprendo porte e finestre, spesso con anticipo su temi quali la decolonizzazione, la nascita delle giovani Chiese, il pacifismo, i diritti umani, il dialogo interreligioso, la globalizzazione. Un'ottica considerata "normale" ai tempi del Concilio e del post-concilio guidato da Paolo VI è diventata "pericolosa" quando il wojtylismo muscolare di noti "movimenti ecclesiali" ha cercato di "normalizzare" anche il cattolicesimo francese, provocando conflitti a scapito dei più miti e dei meglio intenzionati.
E anche in Francia la crisi è diventata drammatica dagli anni Novanta quando il sistema comunicativo cattolico è stato ridotto, dal vanaglorioso centralismo romano, a macchinetta mangiasoldi per pochi. La colpa di Témoignage Chrétien?
Cercare di comprendere cosa il cristianesimo concretamente possa comunicare al mondo moderno è cosa questo, altrettanto concretamente, possa suggerire al cristianesimo. Tanto è bastato per etichettarlo di "sinistra", facendo sì che subisse traversie finanziarie a causa delle quali da settimanale si è trasformato in mensile e poi in trimestrale per arrivare ad avere, come veste editoriale, una "lettera settimanale" e un sito dedicato al dialogo. La protagonista della nuova, si spera fortunata, stagione di Témoignage Chrétien è Christine Pedotti, 57 anni. Ha già dato vita a Grain de soleil, mensile cristiano per l'infanzia e in Francia è nota per avere nel 2008, con Anne Soupa, formato il Comité de la jupe (il comitato della gonna) per combattere le discriminazioni dei chierici contro le donne nella Chiesa. Ha partecipato anche alla fondazione della "Conferenza Cattolica dei battezzati e delle battezzate di Francia" che, come quella dei vescovi, si riunisce regolarmente per dar voce alla base cattolica su questioni che riguardano la Chiesa francese. Per valutare bene quale potrebbe essere il ruolo dei laici e delle donne nella Chiesa, basterebbe ascoltare e vedere ciò che, con coraggio e libertà, dicono e fanno.
Filippo Di Giacomo
(Il Venerdì 11 agosto)