A partire dal secolo VI in Oriente nasce e si diffonde la credenza nel Transito o Dormizione di Maria.
Leggende e celebrazioni si diffondono in quantità, ma il mondo cristiano non ebbe mai l'idea peregrina di fare di questa tradizione leggendaria un dogma, come se si trattasse di una verità di fede.
Pio XII il primo novembre del 1950 definì l'assunzione di Maria un dogma con il documento ufficiale "Munificentissimus Deus".
Il documento papale afferma che tale verità è "fondata sulla sacra Scrittura": il che destò il sorriso e l'indignazione di alcuni teologi seri che però non ebbero la forza di esprimere in libertà il loro dissenso.
Le parole latine con cui l'arroganza pontificia e l'ignoranza biblica congiurarono alla costruzione di questo presunto dogma, meritano di essere qui citate: "Pronuntiamus, declaramus ac definimus divinitus revelatum dogma esse". Qui il papa pensava di avere Dio in tasca mentre formulava questa leggendaria tradizione ....
Pensare ad un "viaggio" di corpo e anima fin negli altissimi cieli oggi risulta umoristico. La fede nella resurrezione, che è centrale per noi cristiani, sta nel fatto che affidiamo al Dio della vita anche la nostra morte perché egli è l'unico che sa vincere la morte.
E' evidente che questo presunto dogma dell'assunzione di Maria in cielo non ha nulla di vincolante per una fede cristiana adulta.
E' decisivo conoscere i percorsi storici per distinguere tra fede e devozioni, tra messaggio cristiano e leggende cristiane. Il popolo cristiano purtroppo molto spesso non ha conoscenza dei percorsi storici con cui la gerarchia ha messo sul conto di Dio o di Gesù le sue creazioni liturgiche e dogmatiche. Ogni sacramento, ogni libro biblico, ogni festività ha alle spalle una storia che normalmente viene sottratta in modo fraudolento al popolo di Dio.
Franco Barbero