sabato 26 agosto 2017

Omosessualità e Bibbia
Riflessioni del teologo Angelo Fracchia


8. AL FONDAMENTO DI UOMO E DONNA: GENESI 1,27;- 2,18-24. È il brano in cui si racconta dapprima la creazione divina dell'essere umano, "maschio e femmina", e poi come Dio abbia creato Eva, perché l'uomo non fosse solo. È un testo che pretende di essere fondamentale, che ragiona con calma sul rapporto tra uomo e donna e che sembra esprimere la necessità di un rapporto eterosessuale tra le persone.
E certo così è, in prima battuta. La questione, però, può essere più complicata: i primi capitoli di Genesi sono riflessioni sulla vita umana di tutti i tempi e luoghi. Non a caso il primo uomo si chiama Adam, ossia "essere umano", fin dall'inizio "maschio e femmina", ossia sessuato ma vario: l'uomo ideale" non è uomo oppure donna, né può essere inteso come "uomo" un essere per cui l'essere uomo o donna non sia significativo.
Genesi 2, poi, dice che all'uomo-essere umano non basta il rapporto con il creato e neppure quello con Dio. Ha bisogno di un "aiuto come di fronte a lui", un rapporto alla pari che si vede realizzato più pienamente nel vincolo tra uomo e donna, che contesta anche le attese del mondo («lascerà suo padre e sua madre...»). Ma era questo il legame più intimo culturalmente scontato.