CALIFFATO DI ABU BAKR (X-XIII anno dell'ègira)
"Una volta designato califfo, Abu Bakr ha detto:
Eccomi divenuto, mio malgrado e contro la mia volontà, emiro dei Credenti! In nome di Dio, ho veramente sperato che qualcuno di voi prendesse il mio posto....!
Se, conferendomi questa responsabilità, voi vi aspettate che vi comandi come faceva il Profeta (su di lui la Salvezza), ve lo dico chiaramente: non ne sono capace. Il Profeta, Dio l'ha onorato e l'ha fortificato con il suo Messaggio!....Ma io, io sono soltanto un uomo qualsiasi, non sono migliore di voi!
Ve ne prego, Credenti, vegliate su di me: se credete che sia sul retto cammino, seguitemi, prendete esempio da me. Ma se mi vedete deviare e uscire dalla giusta via, raddrizzatemi; sappiate che, in questo caso, un diavolo mi possiede!
E se un giorno mi vedrete in collera, ve ne prego, evitatemi; non vorrei essere causa di turbamento per i vostri cuori e per il vostro umore!..." (Ibn Sa'ad, Tabaqàt al- Kubra, III)
Come questo meraviglioso scritto storico documenta, ci fu una ben diversa idea e pratica del califfato. La versione araba della voce Khalif è Khalifa (rappresentante, successore). Dopo la morte di Muhammad, avvenuta nel 632, e dopo l'elezione Abu Bakr a suo successore, questo titolo è divenuto d'uso comune a designazione dell'autorità temporale e religiosa. Il Califfo veniva originariamente eletto da tutta la comunità dei Credenti.
Franco Barbero