sabato 3 febbraio 2018

QUATTRO LIBRI : TUTTI DA LEGGERE

Ognuno ha le sue preferenze. Tra i “vecchi teologi” ancora viventi il mio preferito è Paul Knitter di cui ho letto tutte le opere in lingua italiana e spero di leggerne ancora.
PAUL KNITTER, Nessun altro nome? Queriniana, Brescia 1991, pp. 288
PAUL KNITTER, Una terra molte religioni, Cittadella, pp. 296
PAUL KNITTER, Introduzione alle teologie delle religioni, Queriniana, Brescia 2005, pp. 520
PAUL KNITTER, Senza Buddha non potrei essere cristiano, Fazi Editore, Roma, pp. 324.
Ho svolto quattro incontri alla Unitre di Pinerolo utilizzando principalmente questi studi.
La prima citazione di Knitter nei miei libri risale a 30 anni fa.
Raccomando vivamente questi studi che, con una documentazione eccezionalmente vasta, conducono il lettore e la lettrice ad esplorare il campo così stimolante e plurale delle ricerche sul cosiddetto “pluralismo religioso”.
Libero dalle gabbie dell’esclusivismo e dell’inclusivismo, esplorando in modo valorizzante e critico i modelli della reciprocità e dell’accettazione, il cristiano riesce a vivere l’esperienza del dialogo “come contaminazione” senza mai compromettere la sua identità cristiana proclamata e ribadita come irrinunciabile identità vera e aperta all’apporto di altre tradizioni religiose.
Troverete una prima convergenza con Knitter, se non proprio una sua citazione, nel libro “Essere semplici è possibile?” che scrissi con la comunità di Lucento nel 1983 e venne pubblicato qualche anno dopo, cioè nel 1988. “Mettere Dio al centro, e non la nostra particolare religione, porterà qualche problema in tutti noi, piuttosto avvezzi a credere che il centro del mondo siamo proprio noi…. E tutti gli altri al più costituiscono la periferia! Probabilmente noi cristiani dobbiamo ancora imparare a riconoscere, con molta semplicità, che l’unico Dio è più grande anche del cristianesimo.
Gesù l’aveva capito; noi cristiani non ancora”.
(Franco Barbero in Essere semplici è possibile? Pag. 99)
Dunque buona lettura.
Franco Barbero