martedì 13 marzo 2018

L'EQUIVOCO

Ratzinger ha saggiamente deciso di dissociarsi dai nemici più ostinati di papa Bergoglio.
La sua riflessione merita attenzione. Uno sarebbe teologo e l'altro no? Un equivoco e una contraffazione della realtà
Infatti si tratta di due teologie diverse.
Ratzinger proviene dalle accademie occidentali con una "accentuazione agostiniana" mentre Bergoglio proviene dalla "teologia argentina del popolo" di Gera e Scannone, una delle ramificazioni delle teologie della liberazione.
E' ovvio che, come esponenti di queste due teologie, in un momento di estrema difficoltà abbiano sentito il dovere di riconoscersi a vicenda, pur lasciando intatte le diverse sensibilità pastorali.
Ma, semmai, si potrebbe constatare con onestà  che né Ratzinger né Bergoglio non stanno ancora affrontando alcuni "nodi" urgenti su questioni cristologiche, liturgiche e ministeriali proposte dai sostenitori di Bergoglio che, da amici, si aspetterebbero qualcosa di più.
Accanto ai denigratori\ tradizionalisti di Bergoglio ci sono anche tanti altri e altre  che notano con sofferenza la rimozione dei nodi cruciali della teologia dogmatica, dei linguaggi, del ministero. Esistono  anche un amore alla chiesa, e soprattutto un desiderio di rendere più viva la testimonianza cristiana, che fanno sentire l'esigenza e l'urgenza di andare oltre la teologia di Francesco, non contro la pastorale di Francesco.
Franco Barbero