La fede viva
"Bisogna seguire Gesù - è ciò che maggiormente ci ha inculcato - e continuare la sua opera, che è mettere in pratica i valori del Regno di Dio: pace, giustizia, solidarietà, libertà, tolleranza, concordia ecc., vale a dire, bisogna credere nella filantropia e metterla in pratica su scala universale senza esitazioni né scuse; bisogna amare, credere e sperare nell'uomo, perché questo è, in realtà, amare, credere e sperare in Dio. Amiamo l'uomo per amore di Dio. Il resto è arroganza, fatuità, suggestione, cioè quisquilie.
Poiché la fede si vive in questo mondo e Gesù ci ha insegnato a vivere «umanamente». Bisogna essere fedeli alla terra se vogliamo raggiungere il cielo, senza dimenticare neppure per un istante che siamo «figli della terra prima che del cielo». La storia del cristianesimo dev'essere la storia - rivissuta e adattata - di Gesù. Cristiano non è, pertanto, chi crede qualcosa o in qualcosa, ma colui che, ben diritto, segue il cammino di Gesù nell'hic et nunc della propria vita.
Ricordiamo al riguardo alcune parole eloquenti e istruttive di un grande teologo spagnolo, José Maria Castillo:
«La conseguenza più seria che è derivata da tutto questo modo di pensare è che la Chiesa ha rinunciato, in pratica, a essere definita e configurata dal vangelo. Cos'è, allora, ciò che definisce e configura la Chiesa? Semplicemente la religione, le pratiche religiose, le osservanze rituali, la docilità al papa e poco più. Di lì la sopravvalutazione di norme, riti e cerimonie, mentre il profetico e l'utopico è guardato con evidente sospetto e perfino con positiva ostilità. In definitiva, si tratta d'intendere che è più comodo praticare la religione che vivere il vangelo. Perché la religione dà sicurezza e soddisfazione a chi la pratica, mentre il vangelo implica impegno, rischio, persecuzione e croce.
E ancora, la religione conferisce dignità ai suoi dirigenti, dà loro potere, autorità, prestigio, retribuzione economica e, soprattutto, li colloca in un rango a parte, al di sopra dei semplici fedeli. Al contrario, il vangelo esige spoliazione di ciò che si ha per dividerlo con gli altri, nessuna dignità e onore, ma servizio incondizionato, solidarietà con i più sfortunati di questo mondo, scontro con i poteri oppressivi che agiscono nella società, e disponibilità a essere considerati come delinquenti e sovversivi.
Per tutto questo si capisce che nella Chiesa ci sia molta gente disposta a praticare la religione e poca a impegnarsi veramente con il vangelo. E, in definitiva, è proprio questo che spiega come una religione di masse e massificata, com'è la Chiesa, non sia e non possa essere caratterizzata dal vangelo. Di lì che i cattolici siano coloro che si sottomettono a certi riti sacramentali, accettano determinate verità, frequentano talune chiese e si rapportano al clero cattolico. Sono queste le cose che contraddistinguono i membri della Chiesa cattolica.
Ma è evidente che non si può oggettivamente affermare che i cattolici siano coloro che vivono in sintonia con il messaggio di Gesù. Così stanno le cose nella Chiesa. E questa è la sua situazione di fronte al vangelo».
Nella Chiesa continuano a essere lamentabilmente abbondanti ed eccessivi gli equivoci sull'essere cristiano."
(Lorenzo Salas, Massari Editore)
"Bisogna seguire Gesù - è ciò che maggiormente ci ha inculcato - e continuare la sua opera, che è mettere in pratica i valori del Regno di Dio: pace, giustizia, solidarietà, libertà, tolleranza, concordia ecc., vale a dire, bisogna credere nella filantropia e metterla in pratica su scala universale senza esitazioni né scuse; bisogna amare, credere e sperare nell'uomo, perché questo è, in realtà, amare, credere e sperare in Dio. Amiamo l'uomo per amore di Dio. Il resto è arroganza, fatuità, suggestione, cioè quisquilie.
Poiché la fede si vive in questo mondo e Gesù ci ha insegnato a vivere «umanamente». Bisogna essere fedeli alla terra se vogliamo raggiungere il cielo, senza dimenticare neppure per un istante che siamo «figli della terra prima che del cielo». La storia del cristianesimo dev'essere la storia - rivissuta e adattata - di Gesù. Cristiano non è, pertanto, chi crede qualcosa o in qualcosa, ma colui che, ben diritto, segue il cammino di Gesù nell'hic et nunc della propria vita.
Ricordiamo al riguardo alcune parole eloquenti e istruttive di un grande teologo spagnolo, José Maria Castillo:
«La conseguenza più seria che è derivata da tutto questo modo di pensare è che la Chiesa ha rinunciato, in pratica, a essere definita e configurata dal vangelo. Cos'è, allora, ciò che definisce e configura la Chiesa? Semplicemente la religione, le pratiche religiose, le osservanze rituali, la docilità al papa e poco più. Di lì la sopravvalutazione di norme, riti e cerimonie, mentre il profetico e l'utopico è guardato con evidente sospetto e perfino con positiva ostilità. In definitiva, si tratta d'intendere che è più comodo praticare la religione che vivere il vangelo. Perché la religione dà sicurezza e soddisfazione a chi la pratica, mentre il vangelo implica impegno, rischio, persecuzione e croce.
E ancora, la religione conferisce dignità ai suoi dirigenti, dà loro potere, autorità, prestigio, retribuzione economica e, soprattutto, li colloca in un rango a parte, al di sopra dei semplici fedeli. Al contrario, il vangelo esige spoliazione di ciò che si ha per dividerlo con gli altri, nessuna dignità e onore, ma servizio incondizionato, solidarietà con i più sfortunati di questo mondo, scontro con i poteri oppressivi che agiscono nella società, e disponibilità a essere considerati come delinquenti e sovversivi.
Per tutto questo si capisce che nella Chiesa ci sia molta gente disposta a praticare la religione e poca a impegnarsi veramente con il vangelo. E, in definitiva, è proprio questo che spiega come una religione di masse e massificata, com'è la Chiesa, non sia e non possa essere caratterizzata dal vangelo. Di lì che i cattolici siano coloro che si sottomettono a certi riti sacramentali, accettano determinate verità, frequentano talune chiese e si rapportano al clero cattolico. Sono queste le cose che contraddistinguono i membri della Chiesa cattolica.
Ma è evidente che non si può oggettivamente affermare che i cattolici siano coloro che vivono in sintonia con il messaggio di Gesù. Così stanno le cose nella Chiesa. E questa è la sua situazione di fronte al vangelo».
Nella Chiesa continuano a essere lamentabilmente abbondanti ed eccessivi gli equivoci sull'essere cristiano."
(Lorenzo Salas, Massari Editore)