Dopo mesi in cui ha ripetuto come un mantra la parola «benevolenza», Emmanuel Macron mostra il volto più cattivo. Il giovane leader, che festeggerà a maggio un anno della sua elezione, è alle prese con nuovi focolai di protesta. E davanti alla contestazione di ferrovieri, studenti, ambientalisti e altre categorie, il governo sceglie la prova di forza. Ieri, sono stati mandati 2.500 gendarmi per evacuare la "zona autonoma" di Notre-Dame-des-Landes, vicino Nantes, dove vivono da quasi dieci anni centinaia di attivisti in lotta contro la costruzione di un nuovo aeroporto. I "zadisti", ` vicini al modello italiano dei "no Tav", hanno rifiutato di lasciare i terreni occupati nonostante il governo abbia deciso di abbandonare il controverso cantiere. Il premier Edouard Philippe aveva promesso di «far tornare a legalità» e scaduto l'ultimatum, è arrivato l'ordine di evacuazione malgrado i rischi di scontri, puntualmente avvenuti e che potrebbero replicarsi nei prossimi giorni.
Sempre ieri pomeriggio una pattuglia di celerini ha sgombrato un'aula dell'università di Nanterre occupata da studenti. La protesta contro la riforma che introduce l'ingresso a numero chiuso si sta allargando. Sono ormai una ventina le università coinvolte da blocchi e occupazioni. Nell'ateneo parigino di Tolbiac sono state ritrovate alcune molotov.
L'evacuazione di Nanterre decisa ieri su richiesta del Rettore è altamente simbolica, non solo » perché è raro vedere entrare polizia negli atenei ma perché è in questa università che è cominciato il movimento studentesco del Sessantotto. Il premier Edouard Philippe rivolgendosi ai ferrovieri alla seconda settimana di sciopero ha detto: «Andremo avanti costi quel che costi». Philippe è un discepolo di Alain Juppé, che da premier nel 1995 era stato costretto a ritirare la riforma sulle pensioni speciali a causa degli scioperi. La battaglia di oggi ha insomma un sapore di rivincita ideologica per la destra, a cui il macronismo appare ormai sempre più legato nei simboli e nei fatti. L'attuale politica sull'immigrazione è degna dell'ultra destra. Le Ong denunciano la detenzione di donne e bambini nei centri per i migranti. I respingimenti alla frontiera sono aumentati in un anno del 34%, 50mila solo con l'Italia.
Nei sondaggi, l'opinione pubblica è dalla parte del governo, in particolare sull'imrnigrazione. Ma nella vertenza sulle Ferrovie aumentano i cittadini in difesa del servizio pubblico contro una deregulation che rischia di penalizzare i più poveri. Il presidente è convinto che se cederà questa volta è condannato alla paralisi. Giovedì Macron sarà ospite del telegiornale all'ora di pranzo per parlare alle classi popolari. Come scenografia ha scelto la scuola di un paesino della Normandia dove alle presidenziali dell'anno scorso era arrivata in testa Marine Le Pen.
Anais Ginori
(la Repubblica 10 aprile)
Sempre ieri pomeriggio una pattuglia di celerini ha sgombrato un'aula dell'università di Nanterre occupata da studenti. La protesta contro la riforma che introduce l'ingresso a numero chiuso si sta allargando. Sono ormai una ventina le università coinvolte da blocchi e occupazioni. Nell'ateneo parigino di Tolbiac sono state ritrovate alcune molotov.
L'evacuazione di Nanterre decisa ieri su richiesta del Rettore è altamente simbolica, non solo » perché è raro vedere entrare polizia negli atenei ma perché è in questa università che è cominciato il movimento studentesco del Sessantotto. Il premier Edouard Philippe rivolgendosi ai ferrovieri alla seconda settimana di sciopero ha detto: «Andremo avanti costi quel che costi». Philippe è un discepolo di Alain Juppé, che da premier nel 1995 era stato costretto a ritirare la riforma sulle pensioni speciali a causa degli scioperi. La battaglia di oggi ha insomma un sapore di rivincita ideologica per la destra, a cui il macronismo appare ormai sempre più legato nei simboli e nei fatti. L'attuale politica sull'immigrazione è degna dell'ultra destra. Le Ong denunciano la detenzione di donne e bambini nei centri per i migranti. I respingimenti alla frontiera sono aumentati in un anno del 34%, 50mila solo con l'Italia.
Nei sondaggi, l'opinione pubblica è dalla parte del governo, in particolare sull'imrnigrazione. Ma nella vertenza sulle Ferrovie aumentano i cittadini in difesa del servizio pubblico contro una deregulation che rischia di penalizzare i più poveri. Il presidente è convinto che se cederà questa volta è condannato alla paralisi. Giovedì Macron sarà ospite del telegiornale all'ora di pranzo per parlare alle classi popolari. Come scenografia ha scelto la scuola di un paesino della Normandia dove alle presidenziali dell'anno scorso era arrivata in testa Marine Le Pen.
Anais Ginori
(la Repubblica 10 aprile)