Resta
la domanda: che fare? Ritorniamo da capo. Si sarà notato che tutti
gli elementi del tribalismo stanno anzitutto nel “substrato”
delle azioni e dei convincimenti sociali. Da lì occorre procedere. A
chi pretende di parlare a nome degli “italiani” e della loro
“identità”, si opponga il dissenso; a chi esalta la forza, si
oppongano il rispetto e la mitezza; a chi burocratizza la scuola e
l’università per trasformarle in avviamento professionale, si
oppongano i diritti della cultura; alle illegalità, si reagisca
senza timore con la denuncia; alla cultura della discriminazione e
della violenza, si contrappongano iniziative di solidarietà. Agli
ignoranti che usano la vuota e spesso oscena neo-lingua si chieda: ma
che cosa dici mai, come parli? eccetera, eccetera. Fino al limite
della resistenza ai soprusi e della disobbedienza civile che, in casi
estremi, come ha insegnato don Milani, sono virtù.
Gustavo
Zagrebelsky – Repubblica
24/11