LA BUONA NOVELLA – 4
Prosegue la presentazione della versione integrale dei testi de "La Buona Novella" di Fabrizio De Andrè. Maria ha raccontato a Giuseppe il sogno dal quale si è risvegliata incinta e De André sembra abbandonare il filo del racconto - nella poesia non si può capire se Maria sia ancora incinta oppure abbia già partorito - per concludere la prima parte dell'album con una Ave Maria che, oltre ad essere un saluto a Maria in quanto madre, è un inno a tutte le madri.
AVE MARIA
E te ne vai, Maria, fra l'altra gente
che si raccoglie intorno al tuo passare,
siepe di sguardi che non fanno male
nella stagione di essere madre.
Sai che fra un'ora forse piangerai
poi la tua mano nasconderà un sorriso:
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illumina il viso.
Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.
Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente.
Il commento
In questa Ave Maria che chiude la prima parte de "La buona novella" con Maria in attesa dell'ora del parto - "Sai che fra un'ora forse piangerai" -. "poi la tua mano nasconderà un sorriso"- De André ci rende partecipi del sentimento di tenue liberazione che prende di fronte ad una nascita e lo smarrimento che si prova nel vedersi artefici di questo prodigio, in un confondersi di gioia e dolore –"gioia e dolore hanno il confine incerto, nella stagione che illumina il viso"-.
Il brano che da Ave Maria diventa "ave alle donne come te Maria" è un vero e proprio inno a tutte le madri, con Maria assurge a simbolo di tutte le maternità, quale che sia il frutto del concepimento - "povero o ricco, umile o Messia" -.
Per tutte le donne l'essere madre è per sempre - "Femmine un giorno e poi madri per sempre"-.
a cura di Guido Piovano