mercoledì 14 novembre 2018

L'ALTALENA DRLLA SINDACA APPENDINO

L’Api alla sindaca: ”Porte aperte ma la mente è 

Chiusa“

<<Spero che la sindaca non tenga solo aperte le porte, ma batta un colpo>>.
Il coordinatore dell'associazione del mondo produttivo, il numero uno dell'Api Corrado Alberto, si aspetta un gesto concreto dalla prima cittadina. <<Sottolineo concreto perché convocarci solo per ribadirci dei no lo considero un po’ una perdita di tempo- spiega il numero uno dell'associazione delle piccole medie imprese di via Pianezza - Le porte aperte servono a cambiare aria. Auspico che la sindaca faccia un passo avanti, ma temo che il suo gruppo in consiglio comunale non la seguirà - sottolinea Alberto - Più che prendere in giro e sbeffeggiare altro non hanno fatto in questi giorni i consiglieri pentastellati>>. Tanto che Alberto sottolinea che il mondo imprenditoriale <<non si accontenterà del risultato di sabato, ma vuole andare avanti. Non ci basta che la sindaca ci dica ”bella piazza, la porta è aperta“. Perché la porta potrà anche essere aperta, ma la mente sembra essere chiusa>>. Il mondo produttivo si darà appuntamento in settimana per decidere come proseguire la battaglia pro Tav.
Dopo il post che la ritrae accanto all'ingresso del suo ufficio a Palazzo Civico, si sono perse le tracce della sindaca. Neppure un giro tra le bancarelle di CioccolatoTò, manifestazione rinata dopo 2 anni.
Una domenica di riflessione, chiusa nel suo Fortino. Cosa fare? la piazza dei ”sì“ non può sottovalutare, ma Appendino non ha margini di trattativa. Soprattutto all'interno della sua maggioranza.
Giornata di riflessione anche per il gruppo di ”madamine“ di ”Sì, Torino va avanti“ che puntano a un incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per portare le richieste della piazza. L'impresa intanto è finita sul New York Times e Le Figaro. <<Tremila persone hanno aderito al gruppo delle ultime ore – dico no - messaggi da Europa, Giappone, Brasile e India. Abbiamo ricevuto pure un'offerta di matrimonio>>.
       
 Repubblica12/11/2018 Diego Longhin