Un culto lungo più di un mese
In Olanda una chiesa protestante de L'Aja sta tenendo un culto da oltre un mese per proteggere una famiglia di migranti dall'espulsione dal Paese.
La storia è tanto semplice quanto geniale: secondo la legge statale le forze dell'ordine non possono interrompere una funzione religiosa in corso. Centinaia di pastori si stanno dunque alternando per non far cessare mai il culto cui sta partecipando la famiglia in questione, una coppia armena con tre figli di 15, 19 e 21 anni. L'idea è venuta al presidente del consiglio generale della Chiesa protestante olandese, il pastore Theo Hettema, una volta saputo che la famiglia, da ben otto anni nei Paesi Bassi, con un figlio iscritto all'Università e gli altri alle scuole dell'obbligo, rischiava il rimpatrio perché non può più godere delle tutele internazionali in quanto l'Armenia, terra d'origine dei cinque, non è considerata nazione a rischio.
Quando i cinque non partecipano alla funzione, si riposano nei locali al primo piano del tempio.
Sasun e Anousche Tamrazyan e i loro tre figli, Hayarpi, Warduhi e Seyran, sono fuggiti dalla loro natia Armenia e hanno cercato asilo nei Paesi Bassi dopo che l'attivismo politico del padre è stato causa delle minacce di morte ricevute. Dopo diversi anni di procedimenti giudiziari, e una sentenza favorevole all'asilo, il governo olandese ha avviato procedimenti legali ed è riuscito a rovesciare la decisione. La famiglia ha quindi chiesto una "sanatoria per i bambini", una politica che consente alle famiglie di rifugiati con figli che hanno risieduto nei Paesi Bassi per più di cinque anni di ottenere un permesso di soggiorno.
La loro richiesta è stata respinta, il che non è inusuale: il governo olandese ha concesso solo 100 delle 1360 richieste di accettazione di famiglie con bambini da maggio 2013. I cinque, cristiani, frequentano la chiesa protestante della cittadina in cui risiedono, Katwijk, nei pressi proprio de L'Aja, e una delle figlie svolge volontariato in una associazione legata alla chiesa. L'appello del pastore Hettema ha raccolto l'adesione di centinaia di colleghi e di moltissimi membri di chiesa, provenienti anche dai Comuni vicini. Tutti consapevoli che la splendida iniziativa non potrà durare in eterno, ma con la speranza di far nel mentre cambiare idea al governo, che ha però più volte affermato che la famiglia non ha i requisiti per rimanere nel Paese. Otto anni per ottenere una risposta sulla possibilità di asilo o meno in una nazione rischiano di essere un tragico record, e ignorare che la famiglia si sia oramai integrata nel nuovo contesto pare un'inutile cattiveria.
Claudio Geymonat
(Riforma 7 dicembre)
La storia è tanto semplice quanto geniale: secondo la legge statale le forze dell'ordine non possono interrompere una funzione religiosa in corso. Centinaia di pastori si stanno dunque alternando per non far cessare mai il culto cui sta partecipando la famiglia in questione, una coppia armena con tre figli di 15, 19 e 21 anni. L'idea è venuta al presidente del consiglio generale della Chiesa protestante olandese, il pastore Theo Hettema, una volta saputo che la famiglia, da ben otto anni nei Paesi Bassi, con un figlio iscritto all'Università e gli altri alle scuole dell'obbligo, rischiava il rimpatrio perché non può più godere delle tutele internazionali in quanto l'Armenia, terra d'origine dei cinque, non è considerata nazione a rischio.
Quando i cinque non partecipano alla funzione, si riposano nei locali al primo piano del tempio.
Sasun e Anousche Tamrazyan e i loro tre figli, Hayarpi, Warduhi e Seyran, sono fuggiti dalla loro natia Armenia e hanno cercato asilo nei Paesi Bassi dopo che l'attivismo politico del padre è stato causa delle minacce di morte ricevute. Dopo diversi anni di procedimenti giudiziari, e una sentenza favorevole all'asilo, il governo olandese ha avviato procedimenti legali ed è riuscito a rovesciare la decisione. La famiglia ha quindi chiesto una "sanatoria per i bambini", una politica che consente alle famiglie di rifugiati con figli che hanno risieduto nei Paesi Bassi per più di cinque anni di ottenere un permesso di soggiorno.
La loro richiesta è stata respinta, il che non è inusuale: il governo olandese ha concesso solo 100 delle 1360 richieste di accettazione di famiglie con bambini da maggio 2013. I cinque, cristiani, frequentano la chiesa protestante della cittadina in cui risiedono, Katwijk, nei pressi proprio de L'Aja, e una delle figlie svolge volontariato in una associazione legata alla chiesa. L'appello del pastore Hettema ha raccolto l'adesione di centinaia di colleghi e di moltissimi membri di chiesa, provenienti anche dai Comuni vicini. Tutti consapevoli che la splendida iniziativa non potrà durare in eterno, ma con la speranza di far nel mentre cambiare idea al governo, che ha però più volte affermato che la famiglia non ha i requisiti per rimanere nel Paese. Otto anni per ottenere una risposta sulla possibilità di asilo o meno in una nazione rischiano di essere un tragico record, e ignorare che la famiglia si sia oramai integrata nel nuovo contesto pare un'inutile cattiveria.
Claudio Geymonat
(Riforma 7 dicembre)
