mercoledì 2 gennaio 2019

ANCORA UN APPROFONDIMENTO RISPETTO AL RAPPORTO DOGMA E FEDE


PROPONGO UNA RIFLESSIONE, UNO STUDIO IMPEGNATIVO

Per quale motivo questo devozionalismo mariano, totalmente privo di fondamento biblico, è così diffuso e seduce le masse e penetra nei cuori di tante persone?
Circola nel mondo un gran bisogno di calore, di tenerezza, di "cura".
In una religione severa, che troppo spesso parla di peccato e di giudizio, di un Dio contabile dei nostri errori e giudice che ci attende per un esame al termine dei nostri giorni, una "dea" piena di accoglienza materna colma questi bisogni.
Ogni istituzione che ha elaborato una teologia rigida ed arcigna, ha poi bisogno di creare un personaggio che rappresenti il polo opposto.
Creare una “dea” accogliente all'interno del tessuto ecclesiale è molto funzionale alla istituzione chiesa che così può continuare a mantenere il suo sistema patriarcale delegando alla “dea” le funzioni di madre accogliente. 
Maria diventò l'ausiliatrice, la consolatrice,
la protettrice, la soccorritrice ….Il culto di Maria risponde a questa esigenza diffusa ed assicura "devoti" all'istituzione.
Maria in questo modo è stata nei secoli ed è tuttora il volto buono, dolce  e tenero di una istituzione ecclesiale spesso rigida ed escludente. Essa risponde al bisogno di molti cristiani e cristiane e al bisogno della istituzione che così si garantisce il consenso di molte persone attraverso la devozione a Maria, intermediaria tra cielo e terra.
La perniciosa e grave amnesia sull'ebraicità di Gesù ha contribuito alla amnesia totale dell'ebraicità di Maria.
Il brano che ora riporto della teologa Mary Christine Athans evidenzia fino a che punto è giunta la manipolazione della figura storica di Maria fino a definirla l'acquedotto della grazia di Dio:
Mentre Cristo veniva raffigurato sempre più spesso come giusto giudice, Maria divenne la mediatrice. Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) credeva che il suo ruolo fosse quello di essere l'acquedotto della grazia di Dio, il canale attraverso il quale potessero scorrere le benedizioni di Dio.
Ella divenne la persona accessibile che avrebbe interceduto per quanti soffrivano, disponibile e misericordiosa verso i peccatori e quanti erano nel bisogno. Anche oggi abbondano racconti su Maria soccorritrice dei peccatori.
Una tradizione popolare descrive Gesù che, notando che in cielo c'è gente alquanto indesiderata, chiede a Pietro se stia controllando adeguatamente le persone alle porte del paradiso. La risposta di Pietro è: “Io faccio del mio meglio per tenerli fuori, Signore, ma tua madre continua a farli entrare dalle finestre” (pag.71, op.cit.).

Madre e sposa di Dio?
Gli studi di Avital Wohlmann e di Joseph Klausner hanno evidenziato la insanabile contraddizione del dogma in questione: “E' difficile per gli ebrei capire perché Maria dovrebbe essere onorata in quanto vergine perché la verginità non svolge un ruolo importante nell'ebraismo. In secondo luogo, l'Autrice osserva che gli ebrei non riescono a capire come Maria possa essere la madre di Dio e anche la sposa di Dio. Per gli ebrei sono due cose incompatibili. Il simbolismo ebraico rifiuta la mescolanza tra le immagini di madre e di sposa. Infine Wohlmann esamina Maria come madre di Dio e mediatrice. Afferma che per gli ebrei costituire un intermediario semidivino con Dio è idolatria. Per gli ebrei la salvezza può venire direttamente solo da Dio. La Wohlmann imputa il silenzio dell'ebraismo su Maria a questi tre fattori” (Op.Citata, pag.138).

Il cammino resta lungo, lunghissimo
Ho richiesto al lettore e alla lettrice un forte impegno nella lettura di queste pagine volendo fornire strumenti per valutare la deriva dogmatica rispetto a Maria.
Essa è letteralmente scomparsa sotto una montagna crescente di dogmi, di leggende, di litanie, di miti, di apparizioni miracolose. Il primo passo sta forse nel distinguere accuratamente tra la sua storia reale e i miti o racconti mitologici di Luca 1-2 e Matteo1-2. Si tratta di un primo passo, ma decisivo.
Franco Barbero