Minacce cosmiche
(Il Venerdì 22 dicembre 2018)
Sono oltre 1.800 i satelliti che girano intorno alla Terra e, instancabili, lavorano giorno e notte per garantirci cose a cui difficilmente riusciremmo a rinunciare. Se smettessero di funzionare, attaccati da hacker o pirati galattici, dovremmo dire addio alla tv, alle previsioni del tempo, al sistema gps e al navigatore in automobile, a molte applicazioni dei nostri smartphone. E verrebbero meno anche i sistemi di sicurezza militare, di controllo dei mari, dei confini politici dei paesi o le connessioni aeronautiche. L'americano Defence Science Board da tempo ha lanciato l'allarme: la cyber security deve essere implementata non solo per proteggere i dati e le informazioni che viaggiano sulle infrastrutture digitali via Terra, ma soprattutto per proteggere i dati trasmessi via satellite, che potrebbero essere attaccati da chiunque. Perché il pericolo, conferma la Secure World Foundation, è che paesi nemici o hacker professionisti possano oscurare i segnali dei satelliti militari, mandando in tilt i sistemi di difesa. «Un rischio reale, è vero. Ma ci sono i mezzi per evitare che ciò accada», getta acqua sul fuoco Marco Brancati, chief technical officer di Telespazio, società controllata dal gruppo Leonardo, che si occupa di satelliti. «Il controllo avviene da Terra: da qui ci si preoccupa che ciascun vettore resti nella propria posizione orbitale e si procede ad aggiustare la posizione in caso di spostamenti. Ovviamente stando ben attenti che la comunicazione non venga hackerata». Come? «Con una continua ricerca e sviluppo. Le tecniche degli hacker si affinano ogni giorno di più, ma di pari passo si sviluppano anche i sistemi di difesa e protezione. Tecnicamente il livello di sicurezza dei satelliti è considerato un asintoto». Ovvero tanto più cresce la capacità degli hacker di bucare la rete, tanto più aumenta anche la competenza dei tecnici informatici di difendere quella stessa rete. Inoltre, non solo si sviluppano sistemi di linguaggio sempre più complessi da decriptare, ma la novità sta nello sviluppo di nuove "costellazioni" di satelliti: «Se i messaggi da e per la Terra sono ridondanti, viaggiando parallelamente su più vettori in orbita, sarà sempre più difficile bucare i sistemi di sicurezza».
La realtà dei fatti, però, è che nell'universo è in corso una grande battaglia: da un lato ci sono spie e hacker che cercano di bloccare i messaggi che i satelliti inviano ai cittadini e ai dipartimenti militari, dall'altro ci sono i sistemi di difesa, che cercano di erigere muri sempre più alti per garantire la privacy e sicurezza delle nazioni. E praticamente tutti i dipartimenti di difesa dei grandi paesi hanno strutture dedicate, perché le guerre del futuro si combatteranno in orbita.
Gloria Riva
(Il Venerdì 22 dicembre 2018)