lunedì 7 gennaio 2019

PREGHIERA COMUNITARIA NEL GIORNO DELL'EPIFANIA

DIO STELLA CHE SPLENDE E CI PRECEDE


P. Saluto all’assemblea

Canto

G. Signore, Dio dei cieli e delle terre,
Tu guardi anche a noi,
Tu sei la grande e splendente stella che ci precede
e ci accompagna nel pellegrinaggio della nostra vita.
Possa la Tua luce non abbandonarci mai
perché dense sono le tenebre, fitta è la notte,
molte le luci fatue e ingannevoli.

L. Prima lettura
Isaia 60,1-6

G. Pausa di silenzio

L. Seconda lettura
Matteo 2,1-12

Predicazione

ISAIA 60,1-6
Per la festa di oggi ho scelto questi due brani che sono due “epifanie”, due manifestazioni.
Il brano di Isaia, nato probabilmente dopo il rientro da Babilonia e all’epoca della ricostruzione di Gerusalemme.
Il profeta sorretto dalla fede in Dio sogna che questa miserabile Gerusalemme che ha di fronte manifesti la sua potenzialità, i doni, le promesse di Dio. La sua non è una visione trionfalistica ma è la speranza in un futuro che Dio può donare.
Oggi che Gerusalemme è terra insanguinata da lotte spesso combattute in nome di Dio, come non desiderare una nuova “epifania” che fedele al sogno di Dio diventi “città della pace”.

MATTEO 2,1-12
Il secondo brano, tratto dal vangelo di Matteo, ci pone un interrogativo: “chi riconosce davvero Gesù?”
Il racconto fatto dall’evangelista è una bella novella che fa nascere Gesù a Betlemme per collocarlo nella discendenza di Davide e ci parla di magi venuti da lontano. Questi magi non sono turisti ma dei viandanti guidati dalla luce di Dio, e rappresentano tutte quelle persone che “vengono da lontano” che sono considerate lontane, escluse, emarginate.
Chi scrive colloca all’inizio della vita di Gesù ciò che è successo negli anni della sua esistenza, e ha ben chiaro il fatto che i potenti, i pii in larga misura lo hanno rifiutato, mentre è accolto dalle persone più povere, marginali, senza potere e senza “titoli” particolari.
Con la sua vita Gesù ci dice che chi è lontano non è perduto.
Dio chiama con qualche “stella” e per quanto gli uomini e le donne possano essere lontani, la “stella” di Dio li può raggiungere.
Quelli vicino che pensano di possedere le chiavi del Regno a volte non guardano più le stelle e possono chiudersi in un immobilismo religioso, a difesa delle proprie certezze e non scegliere i sentieri che Dio indica.
La scelta dei magi di mettersi in cammino, di fidarsi della proposta di Dio, di seguire la sua “stella” non è facile. Per affrontare il viaggio con le sue incertezze, i suoi pericoli, i suoi “trabocchetti” come quello teso da Nerone ai magi, è necessario guardare la stella del cielo, ma poi saper calcare concretamente la terra della vita quotidiana.
Nell’incontro con Gesù i magi sono invasi da una grande gioia, la stessa che possiamo provare noi quando ascoltando l’invito di Dio percorriamo nuove strade, intraprendiamo un cammino di amore.
Dio ci apre “altre strade” molto diverse da quelle dei potenti, ma una strada che ci porta all’incontro con Gesù testimone di Dio, che ci invita a uscire dalle nostre sicurezze e a tuffarci dentro la realtà.

Leggendo questo brano non ho potuto non pensare a chi oggi intraprende un viaggio per sfuggire alla guerra, alla miseria, a chi sogna una vita migliore ma spesso finisce tra le mani di trafficanti o in centri di detenzione o addirittura trova la morte.

Liberi interventi

Canto

G. Preghiera a voci alterne

  1. A Te, Padre, questa preghiera.
Venivo da lontano,
non riconoscevo i segni del Tuo amore.
Ora Ti prego, continua ad aiutarmi
per vedere il percorso iniziato.
Aiuta i miei passi vacillanti;
fa’ che si posino sulla strada della vita
con gioia, responsabilità e amore.

  1. Rendi i miei occhi vigili,
così potrò vedere la scia della Tua stella.
Rendi il mio cuore aperto ai messaggi di amore
che continuamente parlano di Te.
Ti ringrazio per le sorelle e per i fratelli
che hai messo sulla mia strada.
Per questo e per tanto altro Ti benedico,
Signore dei miei giorni.

G. Signore, veglia sul nostro cammino, ora e sempre.
Tu, sentinella e custode dei nostri cuori.



Memoria della cena di Gesù.

T. Eccoci davanti a Te, Dio del mondo e di tutte le creature.
Compiamo insieme quel gesto tanto semplice ed espressivo dello spezzare il pane che Gesù di Nazareth lasciò come testimonianza fondamentale e decisiva della sua vita.
Dacci la forza di continuare nel quotidiano questo stile di vita in cui riconosciamo la strada, il sentiero stretto ma praticabile; dei piccoli passi verso un mondo “altro

Preghiera di condivisione

Comunione

Canto.

G. Facciamo strada assieme

  1. Camminiamo insieme:
che i più forti aspettino e aiutino
quelli che si trascinano.
Che i più solitari si volgano verso gli altri.
Che i più deboli accettino di appoggiarsi
su quelli che tendono loro la mano.
Che i più inquieti abbiano fiducia in Te.
Che quelli che nessuno ascolta mai, sappiano
che sarà fatto uno sforzo per tenere conto della loro parola.
Perché sei tu, Signore, che ci metti in cammino.
  1. Camminiamo insieme:
Che i più attivi si fermino per riflettere
e per valutare le cose da fare.
Che i più negligenti riprendano coraggio
e odano l’appello che Tu rivolgi a loro.
Che i più scettici si lascino portare dal tuo Spirito.
Che i più chiacchieroni si tacciano per ascoltare gli altri.
Perché sei tu, Signore, che ci metti in cammino. (Raccolta Cevaa 2006)

Preghiera spontanea
Padre nostro

BENEDIZIONE FINALE

T. Signore, Tu che hai detto ad Abramo: “Guarda il cielo e conta le stelle”, fa’ che nei giorni della nostra vita, mentre calchiamo la terra della nostra esistenza quotidiana, non ci dimentichiamo di guardare il cielo e “contare” le stelle che Tu ci regali: le persone che ci fai incontrare, le opportunità che ci offri, le occasioni che ci prepari, le proposte che ci fai giungere.
Soprattutto, Dio del mondo, fa’ che non cessiamo mai di ringraziarti per aver incontrato Gesù, colui che riflette per noi la luce del Tuo volto e indica il cammino della nostra vita.

Preparata da Franca Gonella