Nancy riprende il timone del congresso
e sogna l'impeachment per Trump
House of Pelosi come House of Card il giorno del suo trionfo, il Nancy- Day, si preannuncia come l'inizio di una nuova serie televisiva ricca di colpi di scena.
Di certo l'inizio di una stagione diversa nella politica americana, all'insegna di una guerra di trincea tra Donald Trump e questa nuova Camera dei deputati a maggioranza democratica. Da ieri solennemente insediata. Una Camera che subito mette in cantiere disegni di legge puntati contro il presidente:pubblicazione obbligatoria di 10 anni di dichiarazione dei redditi (lui le nasconde); uno scudo normativo per proteggere il super- procuratore di Robert Mueller che indaga sul Russiagate; riforme sul codice etico e i finanziamenti delle campagne elettorali. C'è perfino un deputato Democratico della California, Bred Sherman, che ha già il disegno di legge per avviare la procedura di impeachment. (Poi bisogna fare i conti col Senato, rimasto in mano ai repubblicani). Molto dipenderà da lei, sulla tattica per contrastare Trump da qui alle elezioni del 2020.
Grande navigatrice della politica americana, a 78 anni l'italo- californiana Nancy Pelosi ha smentito chi la dava sul viale del tramonto. Ha guidato le sue truppe in una riscossa elettorale che ha portato 40 seggi in più. Ha visto emergere una classe politica più giovane, più femminile, più variegata etnicamente:ieri all'insediamento della nuova Camera c'erano 127 donne (contro 23 quando Nancy debuttò oltre 30 anni fa) e 56 neri. ” La nostra democrazia - ha dichiarato Pelosi nel discorso inaugurale - sarà rinnovata da questa leva di esordienti. Insieme riscatteremo le promesse del sogno americano“.
Grande ritorno: prima donna nella storia, a ricoprire questa presidenza della Camera che è la terza carica istituzionale negli Stati Uniti; riconquista il ruolo che ebbe sotto George Bush ( dal gennaio 2007) e sotto Barack Obama (fino al gennaio 2011), dopo aver speso 7 anni all'opposizione come capogruppo della minoranza democratica. E navigatrice di lungo corso, senza di lei Obama non sarebbe riuscito a far passare la riforma sanitaria. Negli ultimi mesi la Pelosi si è dovuta difendere da una fronda interna, l'ala sinistra del suo partito ha tentato di impedire il suo ritorno alla guida della Camera. Ora l'aspettano sfide notevoli, come la ”trappola“ che già le indica l'editoriale di Wall Street Journal:”L'obiettivo dei democratici sarà investigare, non legiferare“. Prima emergenza da affrontare, lo shutdown: Trump continua a rifiutarsi di firmare la legge di bilancio, e quindi lascia a casa senza stipendio 800.000 dipendenti federali, finché non gli danno i soldi del Muro. L’ultima sera prima del Nancy - Day, la Pelosi l’ha passata all’insegna dell’orgoglio italico: ospite dell'ambasciatore Armando Varricchio nella sede diplomatica italiana, col cantante Tony Bennet che intonava ”I Left My Heart in San Francisco “. Tra gli ospiti anche Bill e Hillary Clinton.