venerdì 17 gennaio 2020

«Veganesimo etico», sentenza storica in Gb

Il  «veganesimo etico»» è in tutto e per tutto paragonabile a una religione o a un credo filosofico, e i suo seguaci pertanto non possono essere sottoposti a discriminazione sulla sua base, in base all'Equality Act del 2010: è quanto ha stabilito un tribunale del lavoro britannico, che ha sentenziato su un caso che farà giurisprudenza. A portare la querelle davanti ai giudici è stato un vegano, Jordi Casamitjana, sostenendo di essere stato licenziato dalla League Against Cruel Sports per aver avanzato obiezioni sul fatto che il fondo pensioni dell'associazione stava investendo in società coinvolte in test sugli animali. La League Against Cruel Sports, da parte sua, ha respinto le accuse e ha spiegato di aver licenziato Casamitjana per «cattiva condotta». I vegani seguono una dieta a base di vegetali, ma i vegani etici provano anche a escludere ogni forma di sfruttamento degli animali, compreso l'utilizzo di indumenti e di qualsiasi prodotto testato sugli animali. Gli avvocati di Casamitjana hanno sostenuto che il «veganesimo etico»  abbia tutti i requisiti per essere ritenuto un credo filosofico religioso e per questo protetto dall'Equality Act del 2010, di fatto la legge anti-discriminazione. Il tribunale ha dato loro ragione.

(Il Manifesto 4 gennaio)