lunedì 10 febbraio 2020

COME RACCONTARE LA SHOAH AI BAMBINI DI OGGI

Come si racconta ai ragazzi che un milione e mezzo di bambini e adolescenti sono stati uccisi nei campi di sterminio nazisti? Che un'infinità di loro coetanei sono morti di fame, freddo, malattie, rinchiusi dietro il muro di un ghetto? Che le leggi razziali hanno negato a una marea di minori l'infanzia, a partire dal diritto alla scuola? Di più: come si spiega che la colpa di cui si accusavano tanti incolpevoli era il puro fatto dl essere ebrei o rom o disabili? Un nuovo libro aiuta genitori e insegnanti a esporre in modo efficace - e con delicatezza - cosa accade quando si precipita all'inferno: I bambini raccontano la Shoah, di Sarah Kaminski e Maria Teresa Milano, con illustrazioni di Valeria De Caterini (Sonda, pp. 144, euro 14).
È pensato per ragazzini dai dieci anni in su, da leggere soli o insieme a un adulto. Ed è un testo  prezioso per tramandare la memoria in anni di intollerabile intolleranza, perché a narrare storie di bambini durante la Shoah sono le testimonianze dirette di chi - da bambino - quella tragedia la visse in prima persona o comunque in famiglia. Ecco allora i racconti firmati da due scrittori: Lia  Levi, che a Roma rimase nascosta mesi e mesi per sfuggire alla deportazione, e Uri Orlev, cresciuto nel ghetto di Varsavia e internato nel campo di Bergen-Belsen. Ecco la storia vera di due ebrei polacchi, Ela e Marian Kaminski, l'una fuggita in Russia con la famiglia, l'altro sopravvissuto a Buchenwald. Ma anche la scoperta di una favola ideata nel ghetto di Lodz per i più piccoli costretti a lavorare. E il ricordo di come i nazisti siano riusciti a camuffare e trasformare in propaganda la reclusione nel ghetto di Terezin. Infine, la testimonianza di un partigiano diciassettenne, seguita da una cronologia degli eventi e mappe esplicative; da letture, musiche e film per non dimenticare.
Antonella Barina

(Il venerdì,  24 gennaio 2020)