LA
BREXIT UN’OFFESA PER TUTTI GLI EUROPEI (Gazzetta
di Modena B.Manni 5-2-20).
Il
I° Febbraio è stata ammainata la bandiera della Gran Bretagna dal
palazzo dell’EU dove sventolava insieme ad altre 26.
La Brexit è
il buco nella diga che protegge l’UE, oggi continuamente minacciata
dai populismi e i sovranismi che antepongano il proprio particolare,
come direbbe Guicciardini, al bonum commune.
Un’Europa Unita oltre
ad avere notevoli vantaggi (ricordiamo l’Euro, l’eliminazione dei
passaporti, la libera circolazione delle merci) sarebbe un importante
polo politico, economico oltre che militare, tra i giganti dell’Usa,
URSS e Cina.
La Brexit è la fuga del Regno Unito verso gli Stati
Uniti, è un fatto gravissimo che rischia di minare la già fragile
Unione Europea faticosamente costruita dopo secoli di guerre
intestine e le due guerre mondiali con milioni di morti e distruzioni
apocalittiche di città e opere d’arte.
I Romani
avevano creato un grande impero dal Danubio fino all’Eufrate:
popoli diversi erano uniti dal diritto, dalla costruzione di strade e
ponti; la lingua parlata in tutto l’impero era il latino che
continuò ad essere il linguaggio con il quale si intendevano popoli
diversi fino al 1700. Dopo le invasioni barbariche, Carlo Magno
nell’800 ricostruì uno stato europeo che presto naufragò per la
litigiosità dei suoi successori. Il Sacro Romano impero nel XVI
secolo prima e infine il dominio di Napoleone furono altri tentativi
per un’Europa unita. Nel XVI secolo erano nati gli stati europei
che conosciamo oggi. L’Italia arriverà tardi all’unità
nazionale nel 1870 per l’incapacità dei diversi stati di
collaborare, anche per la pesante responsabilità dello stato della
chiesa che sia alleava ora con uno stato straniero ora con un altro
per proteggere i suoi domini. Finalmente solo nel 1993 nasce
un’Europa unita.
I 26 stati dell’EU sembrano salutare amichevolmente
con un po’ di nostalgia l’Inghilterra che se ne, in verità fugge
per un suo egoismo di razza eredità di un passato ‘glorioso’ di
colonialismo. Devono invece denunciare pubblicamente il fatto e
dichiarare che prenderanno misure per condannare il tradimento di una
nazione il cui popolo aveva versato il sangue per la liberazione
dell’Europa ricordato in questi mesi con l’anniversario dello
sbarco in Normandia.
Boicottiamo la lingua inglese e la sua cultura
che ha invaso l’Europa sostituendola con il francese, l’italiano,
l’esperanto o il latino. Chiediamo di riformare finalmente il
regolamento dell’ONU, per una rappresentanza ‘paritaria’ degli
stati. Non manderemo più i giovani a studiare e a lavorare in
Inghilterra. Mettiamo pesanti dazi sui loro prodotti, ‘chiudiamo’
il tunnel sotto la manica, faremo a meno del teatro dei burattini e
dei fantocci incipriati della casa reale e dei Blair che hanno
scatenato l’inferno in Oriente con false prove…Questi ed altri
cattivi pensieri vengono in mente di fronte alla ferita inferta dagli
inglesi, a tutti noi europei. Speriamo che i giovani britannici che
credono in una fratellanza dei popoli facciano rinsavire i loro
responsabili politici.
Perché exitus in latino significa anche
morte.