lunedì 10 febbraio 2020

LA BREXIT UN'OFFESA PER TUTTI GLI EUROPEI


LA BREXIT UN’OFFESA PER TUTTI GLI EUROPEI (Gazzetta di Modena B.Manni 5-2-20).

Il I° Febbraio è stata ammainata la bandiera della Gran Bretagna dal palazzo dell’EU dove sventolava insieme ad altre 26. 
La Brexit è il buco nella diga che protegge l’UE, oggi continuamente minacciata dai populismi e i sovranismi che antepongano il proprio particolare, come direbbe Guicciardini, al bonum commune. 
Un’Europa Unita oltre ad avere notevoli vantaggi (ricordiamo l’Euro, l’eliminazione dei passaporti, la libera circolazione delle merci) sarebbe un importante polo politico, economico oltre che militare, tra i giganti dell’Usa, URSS e Cina. 
La Brexit è la fuga del Regno Unito verso gli Stati Uniti, è un fatto gravissimo che rischia di minare la già fragile Unione Europea faticosamente costruita dopo secoli di guerre intestine e le due guerre mondiali con milioni di morti e distruzioni apocalittiche di città e opere d’arte. 
I Romani avevano creato un grande impero dal Danubio fino all’Eufrate: popoli diversi erano uniti dal diritto, dalla costruzione di strade e ponti; la lingua parlata in tutto l’impero era il latino che continuò ad essere il linguaggio con il quale si intendevano popoli diversi fino al 1700. Dopo le invasioni barbariche, Carlo Magno nell’800 ricostruì uno stato europeo che presto naufragò per la litigiosità dei suoi successori. Il Sacro Romano impero nel XVI secolo prima e infine il dominio di Napoleone furono altri tentativi per un’Europa unita. Nel XVI secolo erano nati gli stati europei che conosciamo oggi. L’Italia arriverà tardi all’unità nazionale nel 1870 per l’incapacità dei diversi stati di collaborare, anche per la pesante responsabilità dello stato della chiesa che sia alleava ora con uno stato straniero ora con un altro per proteggere i suoi domini. Finalmente solo nel 1993 nasce un’Europa unita. 
I 26 stati dell’EU sembrano salutare amichevolmente con un po’ di nostalgia l’Inghilterra che se ne, in verità fugge per un suo egoismo di razza eredità di un passato ‘glorioso’ di colonialismo. Devono invece denunciare pubblicamente il fatto e dichiarare che prenderanno misure per condannare il tradimento di una nazione il cui popolo aveva versato il sangue per la liberazione dell’Europa ricordato in questi mesi con l’anniversario dello sbarco in Normandia. 
Boicottiamo la lingua inglese e la sua cultura che ha invaso l’Europa sostituendola con il francese, l’italiano, l’esperanto o il latino. Chiediamo di riformare finalmente il regolamento dell’ONU, per una rappresentanza ‘paritaria’ degli stati. Non manderemo più i giovani a studiare e a lavorare in Inghilterra. Mettiamo pesanti dazi sui loro prodotti, ‘chiudiamo’ il tunnel sotto la manica, faremo a meno del teatro dei burattini e dei fantocci incipriati della casa reale e dei Blair che hanno scatenato l’inferno in Oriente con false prove…Questi ed altri cattivi pensieri vengono in mente di fronte alla ferita inferta dagli inglesi, a tutti noi europei. Speriamo che i giovani britannici che credono in una fratellanza dei popoli facciano rinsavire i loro responsabili politici. 
Perché exitus in latino significa anche morte.