venerdì 26 febbraio 2021

DUE CONTRIBUTI DAL CORSO BIBLICO DI TORINO

 vi segnalo questa conferenza online che avrà luogo mercoledì 3 marzo 2021, ore 21,00.


Rabbino Benedetto Carucci Viterbi: Religiosità ebraica e unità del creato 

"La Genesi, con la narrazione dell’emergere dal nulla del creato e dell’uomo, sembra poter essere la prima traccia per la definizione dei rapporti tra l’uomo e la natura e l’uomo e l’uomo. Nei capitoli iniziali del primo libro della Bibbia è disegnata con chiarezza la cornice di tali rapporti, che sono fondati sul rispetto, sulla custodia attenta, sul riconoscimento della alterità. Il discorso, a partire dall’assunto biblico, proporrà poi alcune fonti rabbiniche – talmudiche e normative – che approfondiscono ulteriormente il pensiero ebraico relativo al significato della realtà del creato e delle relazioni umane. In questa direzione una particolare attenzione verrà posta al senso dello Shabbat, il Sabato, buon paradigma esistenziale di pacificazione sociale e di concordia con il creato."

Si potrà assistere alla conferenza dal canale YouTube del Palazzo Ducale di Genova: https://www.youtube.com/user/PDucaleGenova


Un cordiale saluto Pierfranco Minsenti
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Ringrazio Anna e Carlo per i loro interventi; il gruppo biblico di Torino è vivo e vitale ! 
Mentre ho bisogno di un po di tempo per leggere con attenzione il testo di Anna, dico qualche pensiero sullo stimolo delle domande che fa Carlo, senza presunzione di rispondere ad esse.
I cosiddetti Vangeli dell'infanzia si trovano solo in Matteo e Luca ed in alcuni testi apocrifi. Sono racconti leggendari, apparentemente ingenui, ma che hanno un profondo significato perché rispondono alla esigenza degli scrittori antichi di individuare i segni premonitori della vita dei grandi personaggi; sono racconti teologici che racchiudono il senso della vita di Gesù; Matteo e Luca si differenziano molto tra di loro perché intendono sottolineare aspetti diversi: mentre Matteo evidenzia che la promessa di un nuovo Davide si compie in Gesù, Luca sottolinea che Dio si rivela in un piccolo bambino che viene con gli ultimi e cammina con essi. (Spunti dall'intervento di Maria Cristina Bartolomei nella trasmissione Uomini e profeti su Rai 3 22/12/2012). Gli evangelisti hanno indubbiamente utilizzato tradizioni precedenti, provenienti da ambienti differenti, ma interni alla cultura giudaica. (cf. Simon Claude Mimouni, Introduction à l'histoire des origines du christianisme, 2019, pag. 319 ). Secondo autorevoli esegeti, come ad esempio Raymond E. Brown (Introduzione al N. Testamento, pag. 375) Luca appartiene alla cultura ellenistica (scrive un greco elegante) ma è certamente vicino al giudaismo; è probabile fosse un cosiddetto timorato di Dio, cioè un pagano simpatizzante del Giudaismo, che in quanto tale era ammesso a frequentare la sinagoga, anche se non circonciso. Pertanto era vicino alla cultura ebraica, che conosceva, anche se non perfettamente.  Si tratta ovviamente di ipotesi, ma ipotesi plausibili.
Un caro Saluto a tutti e speriamo di poterci incontrare più avanti.
Guido