Celebrazione 28 marzo 2021 – Comunità Cristiana di Base di Gap, Pinerolo
Quello che resta
P. Eccoci ancora qui, come altre volte. Venuti/e anche oggi da strade diverse, ma animati dallo stesso desiderio: avvicinare i nostri cuori, guardare insieme verso il Cielo, lodare la Sorgente delle nostre vite e poi…riprendere il cammino rinvigoriti/e nella fiducia. E siamo qui davanti a Te, o Dio, anche per deporre qualche pena pesante come un sasso, per riconfermarci nella fiducia che Tu lo porterai con noi, per approfondire la certezza di averTi compagno dei nostri giorni, nella gioia e nel dolore.
BREVE MOMENTO DI SILENZIO
Vorrei, o Dio, essere un piccolo albero piantato presso di Te, ruscello d’acqua. Apri ancora la zolla secca del mio cuore, perché possa accogliere l’acqua che disseta.
Cercate il Signore, voi tutti, umili del paese, che percorrete i Suoi sentieri.
Cercate di fare ciò che è giusto e di essere semplici davanti a Dio.
1 Dio, amico e compagno di viaggio, abbiamo bisogno della Tua luce per individuare i sentieri da percorrere, quelli da scegliere e quelli da evitare.
2 Signore, aiutaci ad ascoltare la Tua presenza, a porgere l’orecchio alla Tua voce, a sentire i Tuoi passi; aiutaci a stare in silenzio. Fa’ che le nostre parole nascano sempre da un profondo ascolto di Te e degli altri.
BREVE MOMENTO DI SILENZIO
LETTURA BIBLICA
Prima lettera ai Corinzi 13,8-13
8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. 9 Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. 12 Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. 13 Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!
Commento
La prima lettera ai Corinzi che la tradizione cristiana attribuisce a Paolo di Tarso è indirizzata alla comunità cristiana della città greca di Corinto. La comunità corinzia era molto divisa al suo interno. I membri avevano iniziato ad identificarsi con diversi cristiani che erano diventati per loro leader. C’era chi si vantava di appartenere ad Apollo, chi allo stesso Paolo, e chi infine a “Cristo”.
Questa lettera fa appello all’unità cristiana e al fatto che solo a Dio si deve attribuire il merito della crescita spirituale del cristiano. Infatti, come ci ricorda, le profezie vecchie e nuove contenute nelle scritture e i profeti che periodicamente appaiono scompariranno, il dono delle lingue ma anche la conoscenza con tutte le teologie, ideologie e dogmi e credenze svaniranno. Tutto ciò ci dice Paolo, non può che essere imperfetto, incompleto, relativo. Eppure noi come individui e come collettiva siamo molto legati alle scritture, ai linguaggi e alle conoscenze.
Certamente abbiamo bisogno di profeti, di linguaggi e di conoscenze in questo viaggio terreno e sono utili come una mappa per l’esploratore. L’apostolo ci ricorda anche di aggiornare periodicamente queste mappe (“Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo ho eliminato ciò che è da bambino”). Eppure dobbiamo sempre evitare di confondere la mappa con il territorio come sosteneva un famoso linguista (A. Korzybski). Queste rappresentano delle verità penultime e forse bisognerebbe imparare a tenerle con più leggerezza. Credo che ognuno di noi si debba interrogare su quanto sia legato alle proprie scritture, linguaggi e credenze, dogmi e quanto queste non siano motivo di separazione piuttosto che di unione.
“La formulazione della fede non può essere essenzialmente legata al suo contenuto perché ciò ne violerebbe il carattere trascendente. La fede è un mistero che non può essere vincolato a una forma di espressione definitiva ne riferito univocamente ad alcuna formulazione”. E’ quanto scrive R. Panikkar (gesuita indiano) in relazione alla ortodossia a cui egli contrappone il concetto di “ortoprassi”.
“Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio. Ma allora (non so se Paolo si riferisce ad un tempo escatologico o a un tempo dello spirito come mi piace pensare), invece vedremo faccia a faccia Dio e la divinità. Noi lo potremo conoscere così come saremo conosciuti”. Evidentemente vivremo nello stesso luogo o forse ci sarà una identità che scopriremo. Resterà la fede, la speranza e la carità (verità ultime) e soprattutto quest’ultima che è la principale bussola sulla quale orientarci.
Roberto Dio Falco
LIBERI INTERVENTI
BREVE MOMENTO DI SILENZIO
Liberaci, o Dio: dall’egoismo che è in noi, dalla presunzione che è in noi , dall’arroganza che è in noi, dalla violenza che è in noi, dalle idolatrie che sono in noi, dalle chiusure che sono in noi, dal superfluo che possediamo, dalle stupidità che inseguiamo, dalla superficialità che è in noi, dall’angoscia che ci impedisce di gioire, dalla voglia di prevalere, dalla fretta che disumanizza.
Aprici, o Dio:alle gioie dell’amore,alla tenerezza dei sentimenti,
alla voglia di vivere, alla fiducia verso di Te,
alla condivisione dei Tuoi doni, alla speranza di un mondo altro, al coraggio di nuove scelte, alla valorizzazione dei talenti che sono in noi, alla ricerca della felicità, al perdono vicendevole, alla nonviolenza come stile di vita, alle relazioni calde e sincere.
P. O Dio, che fai crescere il frumento, il mais, la segale e tanti frutti della nostra madre terra, noi ora divideremo tra di noi questo pane. Lo divideremo ringraziandoTi per tutti i doni di cui Tu orni le Tue creature. Lo divideremo e lo mangeremo nel ricordo vivo, nella memoria affettuosa e calda di Gesù. Egli, a mensa con i suoi amici e le sue amiche, spezzò il pane e disse: “Ogni volta che dividerete questo pane tra di voi, vi ricorderete di me, della mia vita, del mio insegnamento. Prendete, dividete e mangiate”.
PREGHIERA DI CONDIVISIONE
COMUNIONE
PREGHIERE SPONTANEE
CANTO
AVVISI
BENEDIZIONE FINALE
P. O Dio, aiutaci a non dimenticare mai che ogni cambiamento parte anche da noi, dal nostro modo di pensare e di agire.
Tale consapevolezza ci aiuti a cercare sempre nuove strade per avvicinarci, un passo dopo l’altro, a Te, accettando le fatiche ed accogliendo la felicità che Tu sai donare a chi si fida di Te.
Domenica 28 marzo 2021
Roberto Difalco con il supporto di Gilda Pozzati