Le parrocchie accolgono i fedeli Lgbt che il Vaticano continua a escludere
Luca Attanasio
Domani 22/3
"Non
è lecito impartire una benedizione a relazioni che implicano una prassi
sessuale fuori dal matrimonio (fuori dell'unione indissolubile di un
uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita) come è
il caso delle unioni tra persone dello stesso sesso".
La
risposta della Congregazione per la Dottrina della fede al dubbio
sollevato da alcuni ambienti ecclesiastici è netta. Ma l'effervescenza
che si nota in tanti ambienti ecclesiastici negli ultimi anni indica
che il dibattito è tutt'altro che chiuso. Il cardinale Reinhard Marx,
presidente della Conferenza episcopale tedesca, alla rivista Stern un
anno fa diceva che "le coppie omosessuali possono ricevere una
benedizione, nel senso di un accompagnamento spirituale". L'evoluzione
carsica delle posizioni della Chiesa sul tema è stata innescata da tanti
fedeli Lgbt, da sacerdoti, suore, religiosi, teologi che stanno
cambiando le cose.
L'ostacolo della dottrina.
Per
la dottrina siamo ancora qui: "Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura che
presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la tradizione
ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente
disordinati. Sono contrari alla legge naturale… In nessun caso possono
essere approvati", così si legge nel catechismo della Chiesa cattolica
del 1997. "Ma la pastorale-spiega don Gianluca Carrega,
Incaricato
del vescovo di Torino per l'accompagnamento delle persone Lgbt -sta
viaggiando veloce e chi si occupa di Lgbt i credenti, oggi, si sente con
le spalle ancora più coperte grazie a Francesco. La sola idea che una
dottrina possa mutare, mette in crisi, ma anche essa può adeguarsi".
Anna Maria Vitaliani una suora delle religiose di Nazareth che a
Pozzuoli accompagna il cammino spirituale del gruppo campano
LgbtPonti da Costruire: "In Amoris Laetizia, l'esortazione
apostolica di Papa Francesco sull'amore nella famiglia, al paragrafo 250
si affronta il tema in modo più aperto mentre nel documento finale del
sinodo dei giovani al numero 150 si dice: "esistono questioni relative
al corpo e alla sessualità che hanno bisogno di una più approfondita
elaborazione".
Nell'accompagnamento
spirituale di Lgbt il primo passaggio è portarli a fare esperienza di
Dio e sentirsi amati". Il modo in cui la Chiesa ha affrontato per secoli
il tema dell' omofattività fa emergere un problema riguardo la
sessualità più in generale. Ci sono voluti secoli per giungere alla
definizione decretata dal concilio Vaticano II dell'amore come
espressione unitiva oltre che meramente procreativa e del matrimonio
come intima comunità di vita e di amore tra coniugi, dove l'atto
coniugale cementa la coppia e non ha fini solo procreativi. "Molti
problemi riguardano l'omoaffettività e la sessualità-dice il gesuita
Paolo Gamberini, teologo, responsabile della pastorale culturale alla
cappella universitaria alla Sapienza di Roma-si si supereranno quando si
riconoscerà la rilevanza del piacere nella sessualità umana".
Don
Antonio Zito, direttore ufficio insegnanti religione della diocesi di
Palermo, per anni a fianco di Ali d'aquila un gruppo ecumenico di fedeli
Lgbtq si dice "Propenso a parlare di omorelazionalità più che di
omosessualità perché non mi piace che si sottolinei sempre e solo
l'aspetto sessuale: c'è innamoramento, il piacere di stare insieme, il
progetto di vita comune".
Il sacramento vietato
La
negazione della possibilità di innamorarsi, di avere relazioni stabili e
formare famiglie non è l'unica a chi ha un orientamento sessuale non è
etero viene impedito il sacro. Questo limite alimenta se nostalgia di Dio
dice Eduardo Savarese, magistrato, scrittore, autore del libro Lettera di un omosessuale alla Chiesa di Roma (e/o 2015):" La Chiesa ha chiuso tante porte, ma soprattutto ha smesso di parlare di Dio.
Un
travestito, una volta, in occasione della presentazione del mio libro
si alzò e disse "Abbiamo anche noi diritto al sacro" la Chiesa dovrebbe
chiedere perdono per l'emarginazione degli omosessuali, sostiene padre
Alberto Maggi dei Servi di Maria, noto biblista, teologo, fondatore del
centro studi biblici Giovanni Vannucci: "Anni fa andai a Catania con un
gruppo di sacerdoti nel cosiddetto quartiere a luci rosse. Una
transessuale mi prese per mano e mi condusse nella sua casa "Vede padre
in questa stanza ricevo i clienti, mentre in quest'altra ci raccogliamo
in preghiera nei momenti di pausa" mi disse".
Non si possono ignorare
Suor
Fabrizia Giacobbe dell'unione delle suore domenicane di San Tommaso
d'Aquino che segue spiritualmente il cammino dell'associazione Kairos di
Firenze spiega che sempre più ordinati conoscono il vero spirito della
morale cattolica che non è solo oscurantismo, ma finché qualcosa non
cambia nella dottrina, l'integrazione delle persone omosessuali sarà
sempre parziale e gli operatori pastorali si troveranno sempre a vivere
difficili equilibrismi.
Francesco è
certamente un grande aiuto però i passi in avanti li dobbiamo
soprattutto ai credenti Lgbt. Gruppi di cristiani omosessuali, le fa eco
la consorella Stefania Baldini, "hanno fatto quanto era il loro potere
ora i passi devi farli la Chiesa ufficiale uscendo dalle proprie
sicurezze". Sembra andare in questa direzione il teologo morale Aristide
Fumagalli che nel suo L'amore possibile riconosce che l'amore
tra persone dello stesso sesso, seppur non generativo sul piano
biologico può essere considerato un'esperienza cristiana concreta.
Ma
in Italia non si vedono aperture dalla gerarchia del genere di quella
arrivata dalla Conferenza Episcopale tedesca che, recentemente ha
definito l'omosessualità una forma normale di predisposizione sessuale. E
neanche si registrano prese di posizione nette come quelle espresse nel
documento: God Is On Your Side: A statement from catholic Bishops'of protecting Lgbt Youth
dello scorso febbraio-sottoscritto da altri prelati quale il cardinale
Joseph Tobin di Newark l'arcivescovo John Wester di Santa Fe e sostenute
in blocco dei gesuiti nordamericani. A Santa Maria della Visitazione a
Pescara, persone omosessuali sono inserite nelle attività parrocchiali.
Don Cristiano Marcucci spiega "È stato il mondo Lgbt a venirmi incontro, non potevo far altro che aprire cuore e parrocchia".