2021.4 LETTERA N.115 RIFLESSIONE BIBLICA PER LA SETTIMANA DI PASQUA
Questa
domenica nelle liturgie si leggerà il racconto della passione e
morte di Gesù dopo il suo ingresso a Gerusalemme.
Si
leggeranno i capitoli 22 e 23 del Vangelo di Luca.
Dopo
l'ingresso a Gerusalemme, in cui Gesù viene acclamato come l'inviato
di Dio, i Vangeli, con accenti particolari e diversi, descrivono un
Gesù
che comincia a presagire di essersi cacciato nei guai.
Al
di là delle interpretazioni che i seguaci di Gesù e gli autori dei
Vangeli dettero della morte del nazareno, dopo la fase di totale
sconcerto che la fine violenta del maestro aveva determinato,
è
del tutto evidente che Gesù non voleva morire, non pensava affatto
che la sua morte avesse un valore espiatore e salvifico.
I
discorsi di addio e i tre annunci della sua morte che troviamo
già in Marco sono "previsioni
post eventum",
cioè
scritte alla luce dei fatti già avvenuti:
"Alcune azioni di Gesù ci mostrano che egli non considerava la
propria uccisione come un fatto certo e voluto da Dio, ma che anzi
cercava
un'alternativa....Nella
notte drammatica del monte degli Ulivi prega Dio di non farlo
morire....Non è da escludere che Gesù temesse il ripetersi del
destino del Battezzatore. Lo
riteneva possibile, ma non voleva che ciò accadesse" (A. Destro
- M. Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli).
Gesù
non aveva la verità in tasca.
pur consapevole delle opposizioni crescenti, non pensava però di
essere diventato così indigesto al potere politico e religioso: "In
sostanza, la morte di Gesù giovava a molti, quasi a tutti: al potere
politico, alla aristocrazia sacerdotale e alla leadership
gerosolimitana: giovava anche agli altri movimenti"( op.cit.
pag.131).
Gesù
se ne accorse quando ormai la partita era giocata. "La morte di
Gesù fu, per così dire, la ricevuta della sua vita" (Hans
Kung).Sono
state le sue scelte "imprudenti" e radicali a
causargli
la morte. Gesù non si ritrasse e fu coerente fino alla fine. Il
suo sogno di rinnovamento di Israele, il suo sentirsi profeta di un
regno di Dio imminente, sembravano naufragare e nessuno capirà
mai fino in fondo il dolore che ferì il suo cuore il
sentirsi abbandonato da tutti, anche da Dio.
Gesù
prese un abbaglio rispetto al tempo della "svolta",
dell'imminenza del regno di giustizia, ma la direzione della sua
vita e la sua coerenza fino in fondo parlano a noi oggi come
messaggio vitale ed attuale.
Quindi
leggiamo questi due capitoli del Vangelo di Luca accogliendo la
testimonianza di Gesù di Nazareth.
La
nostra vita va giocata tutta intera contro i poteri
religiosi e politici che opprimono, anche dentro la nostra
piccola vita quotidiana.
E
alla luce della storia e della risurrezione possiamo constatare che
la persona e la "causa" di Gesù sono più vive che
mai.
Ci
è chiesto non di versare lacrime per i chiodi, la corona di spine e
simili, ma di orientare
la nostra vita sulle tracce di Gesù.
Allora
la passione di Gesù diventa una "lezione" per la
nostra vita.
Tanto
più che essa prosegue nella "passione e morte", nell'abbandono
di tanta gente povera, migrante, emarginata.
Dio,
intervenendo a dare una vita nuova a Gesù, come mediteremo nel
giorno di Pasqua , ci assicura che la causa di questo profeta
sconfitto, in realtà è la via maestra per costruire già qui oggi
spezzoni di un mondo "altro".
REDAZIONE FREDO OLIVERO TESTO BASE FRANCO BARBERO 2021.4