La polemica
"Nella città natale di Abramo nessun ebreo è stato invitato"
«Nella città natale di Abramo, non c'era un ebreo né è stata menzionata una comunità di 2.500 anni, oggi estinta. Tzionit Fattal ricercatrice che ha pubblicato un romanzo sulla storia degli ebrei iracheni, pubblicato anche in arabo nel 2017, esprime amarezza per ciò che «è parte del percorso di cancellazione della storia ebraica in Iraq: dai libri di storia, dai nostri luoghi di culto, convertiti in moschee, ridotti a discariche, o distrutti dall'Isis come la tomba del profeta Giona a Mosul». Fattal intrattiene una fitta rete di contatti con ricercatori in Iraq che sostengono che «la sorte dei cristiani sarà quella degli ebrei». La comunità ebraica contava 150mila anime fino agli anni '50. Anche il parlamentare liberale Faiq Sheikh Ali ha criticato su Twitter la decisione del governo di escludere gli ebrei: «Codardia, negazione e disprezzo verso gli ebrei iracheni è ciò che ha impedito che venissero invitati». Sh. N.
la Repubblica 9 marzo
"Nella città natale di Abramo nessun ebreo è stato invitato"
«Nella città natale di Abramo, non c'era un ebreo né è stata menzionata una comunità di 2.500 anni, oggi estinta. Tzionit Fattal ricercatrice che ha pubblicato un romanzo sulla storia degli ebrei iracheni, pubblicato anche in arabo nel 2017, esprime amarezza per ciò che «è parte del percorso di cancellazione della storia ebraica in Iraq: dai libri di storia, dai nostri luoghi di culto, convertiti in moschee, ridotti a discariche, o distrutti dall'Isis come la tomba del profeta Giona a Mosul». Fattal intrattiene una fitta rete di contatti con ricercatori in Iraq che sostengono che «la sorte dei cristiani sarà quella degli ebrei». La comunità ebraica contava 150mila anime fino agli anni '50. Anche il parlamentare liberale Faiq Sheikh Ali ha criticato su Twitter la decisione del governo di escludere gli ebrei: «Codardia, negazione e disprezzo verso gli ebrei iracheni è ciò che ha impedito che venissero invitati». Sh. N.
la Repubblica 9 marzo