domenica 4 aprile 2021

Dove sarei adesso, se...

Se non fossi stata soccorsa sulla strada della mia esistenza, quando il sentiero della vita si è fatto pieno di insidie e di imboscate, come la strada da Gerusalemme a Gerico;
se qualcuno non mi avesse guardato con misericordia, chinandosi verso di me, quando mi rubavano il futuro, i sogni e quando la fiducia primordiale, che doveva accompagnarmi nella crescita, si infrangeva al suolo con la violenza di un bicchiere scagliato;
se non fossi stata sottratta agli affetti malati di una famiglia disfunzionale, quando scoprivo insidiosa la casa e il terrore notturno diventava il mio compagno di strada, dove sarei adesso?
Giacerei agonizzante sul ciglio della strada? Attraversata dagli sguardi dei bempensanti, pieni di indifferenza e disapprovazione?
O mi ritroverei nascosta dietro all'ennesima curva, come i briganti, pronta ad aggredire i più fragili, per derubarli della fiducia, perpetuando schemi subiti, unica grammatica della lingua materna? Carnefice e vittima insieme, prigioniera della stessa violenza subita.
Se non ti fossi chinato verso di me per fasciare il mio cuore ferito, versando del balsamo per sciogliere quel fascio di rabbia che mi teneva prigioniera,
se non mi avessi disarmata dal desiderio di vendetta concedendomi il tempo necessario per elaborare il mio dolore e lasciarlo andare,
se non mi fosse stata data la possibilità di perdonare, dove sarei adesso?
Sarei ancora in ostaggio del mio dolore?
Ma tu hai udito il mio grido e mi hai soccorso. La sua mano umana è stata per me esperienza divina. Nei suoi occhi ho riconosciuto la tua luce. C'eri tu negli abbracci di chi mi ha consolato, nella pazienza di chi mi ha sopportato.
Ed ora sono qui per restituire parte di quanto ho ricevuto.
Ecco i miei occhi, per donare sguardi di misericordia, ecco le mie mani, per fasciare le ferite di chi sanguina. So dove sono: io sono qui per dirti grazie e per vivere ancora, per sempre, quella grammatica di cura che mi ha rimesso al mondo. (l. m.)  

Riforma  19 marzo 2021