sabato 17 aprile 2021

Ma il mercato dei libri mette le ali: più 25%
 

 
All'improvviso l'industria editoriale sembra diventare la nostra arca di Noè. Gli ultimi dati diffusi ieri durante un incontro organizzato dal Centro per il libro e la lettura sono straordinari: le vendite dei libri di carta nelle prime otto settimane del 2021 hanno registrato +25% nei canali Trade (librerie, Gdo, negozi online). Abituati ai miglioramenti col contagocce, a festeggiare piccoli punti percentuali, come quel benedetto +2,3% nel fatturato di fine anno, ora siamo di fronte a un'inimmaginabile impennata, che riguarda sia carta che digitale: il vecchio e il nuovo mondo. Nel corso del 2020 i lettori di ebook sono passati dal 23% al 32% della popolazione tra i 15 e i 74 anni (contando sia chi legge solo ebook sia chi li alterna con i libri di carta). L'anno del virus è stato poi quello del successo degli audiolibri: la lettura è cresciuta al 12%.
Di questa inattesa ripartenza si è discusso ieri in una conferenza online, dal titolo ben augurante Voltare pagina, che si è tenuta in occasione della presentazione del Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia( 2020-2021), una ricerca voluta dal Centro per il libro e la lettura (Cepell) e realizzata dall'Ufficio Studi dell'Associazione italiana editori (Aie). Un libro di analisi, come ha evidenziato il direttore del Cepell Angelo Piero Cappello, per «progettare il futuro e mettere a fuoco azioni e prospettive». Al tavolo, oltre al ministro della Cultura Dario Franceschini, i protagonisti dell'editoria italiana, tra cui il presidente dell'Aie Ricardo Franco Levi, il nuovo presidente del Cepell Marino Sinibaldi, Giovanni Peresson dell'Aie e la capogruppo del Pd in commissione "Cultura, scienza e istruzione" alla Camera dei deputati Flavia Piccoli Nardelli, ideatrice della nuova "legge sul libro" entrata in vigore un anno fa.
Ora, preso atto del fatto che la pandemia ci ha spinto a riscoprire la lettura, c'è da sperare che poi la bolla non si sgonfi. «Sicuramente quella cifra, quel +25%, non la vedremo più ma molti cambiamenti rimarranno», spiega Ricky Levi, abituato a considerare la stabilità dei numeri è forse anche cauto in attesa di vedere riconfermati i provvedimenti di sostegno al libro: «All'incremento delle vendite hanno probabilmente contribuito diversi fattori, tra cui anche la scadenza della validità della App 18 a fine febbraio. Ma l'accelerazione si deve principalmente alla forte crescita delle vendite online».
É evidente che il 2020 è l'anno che ha ridisegnato le abitudini dei lettori. Marino Sinibaldi, nuovo presidente del Cepell, ne è convinto: «Il dato resistente della lettura va interpretato anche come reazione alla situazione drammatica della pandemia». I libri sono stati «un modo per mettere ordine alle domande, alle inquietudini, alle angosce». Di certo il Cepell non si era mai trovato ad amministrare una cifra pari a 35 milioni di euro per finanziarie progetti e iniziative a supporto del libro: di questi, 8,7 milioni attraverso bandi pubblici e convenzioni e il resto distribuiti nel rifinanziamento della Carta Cultura e nell'aiuto a piccoli editori, traduttori e traduzioni italiane dall'estero. Il ministro Dario Franceschini ieri ha confermato le misure fin qui adottate, annunciando che è in cantiere «una legge che aiuti il libro come già avviene per il cinema e lo spettacolo».
Rimangono però irrisolti alcuni nodi. In valori assoluti, considerando la lettura nel suo complesso (libri, ebook, audiolibri), la popolazione dei lettori in Italia è cresciuta dai 26,3 milioni di individui del 2019 ai 27,6 milioni del 2020, ma è ancora poco rispetto all'Europa: il 61% degli italiani dichiara di aver letto un libro o un ebook o ascoltato un audiolibro durante l'anno (in Francia la percentuale è del 92%, in Norvegia del 90% e in Gran Bretagna dell'86%). E resta enorme il divario tra nord e sud del Paese, quella che Ricky Levi ritiene sia la «vera questione nazionale». La sfida del futuro riguarderà le diseguaglianze.
Raffaella De Santis
La Repubblica 1 aprile