Vandana Shiva
"Un pianeta senza il blu"
Sono una seguace di Gandhi che ha mostrato la via del Charkha come alternativa all'industrialismo che colonizza e inquina la terra, sottrae risorse alla gente, crea disoccupazione. Quando l'industrialismo si trasforma nella quarta rivoluzione industriale, i problemi del controllo capitalistico si uniscono ai costi ecologici», esordisce così Vandana Shiva, fisica e grande esperta di ecologia sociale e difesa dell'ambiente, nonché presidente di Navdanya International. Vandana Shiva è diventata famosa nel mondo per il suo libro "Le Guerre Dell'Acqua". E proprio alla luce della giornata mondiale dell'acqua, che a fine 2020 è diventata un "future", ovvero un prodotto finanziario come l'oro, il petrolio o il grano, Vandana ha ricordato che «il pianeta sta esaurendo l'acqua pulita accessibile perché gli uomini l'hanno inquinata, estratta in modo eccessivo, dirottata, arginata, inquinata e gestita male. La mercificazione dell'acqua non è la soluzione».
Vandana Shiva, le superpotenze mondiali sono di fronte a un bivio: scegliere una transizione verde del sistema produttivo, o rimanere con i vecchi modelli inquinanti...
«Ci sono tre possibili strade da percorrere. La prima è continuare sulla strada dell'industrialismo, del nuovo colonialismo, dell'estrazione delle risorse e dell'inquinamento. La seconda è scegliere di concentrarsi sulla produzione di energia per il consumo e conservare la mentalità meccanicistica, basata sul concetto che gli esseri umani sono separati dalla natura. La terza è di decolonizzare i sistemi produttivi: smettere di considerare la natura, il Terzo Mondo, le donne, i lavoratori e tutti gli esseri umani come "colonie", come materie prime di cui appropriarsi, trasformare e gettare via».
Nuove malattie sorgono perché l'attuale modello alimentare e agricolo globalizzato, industrializzato è inefficiente, sta invadendo l'habitat ecologico di altre specie e manipolando animali e piante senza rispetto per la loro integrità e la loro salute. L'illusione per la quale la terra e i suoi esseri sono materia prima da sfruttare per trarne profitto sta creando un unico mondo collegato attraverso i virus. L'emergenza sanitaria che il coronavirus ci sta rivelando è collegata all'estinzione e alla scomparsa delle specie, a sua volta legata all'emergenza climatica».
Quindi?
«Negli ultimi 50 anni, 300 nuovi agenti patogeni sono emersi a causa della distruzione dell'habitat delle specie e della loro manipolazione per i profitti. Di fronte all'emergenza da coronavirus, dobbiamo analizzare i sistemi che diffondono le malattie e i sistemi che creano la salute, attraverso un approccio olistico e sistemico. Un approccio sistemico alla sanità dovrebbe affrontare non solo il virus, ma anche il modo in cui nuove epidemie potrebbero diffondersi mentre continuiamo ad invadere gli habitat delle specie selvatiche».
Per la protezione di ambiente e biodiversità, c'è anche bisogno di un'inversione
di tendenza del sistema agroalimentare?
Secondo l'Ipcc tra il 25 e il 30% delle emissioni impattanti sono provocate dall'attuale sistema agroalimentare. Ma è un calcolo prudente. Secondo altre stime questa percentuale si attesterebbe intorno al 50%. L'agricoltura industriale globalizzata sta distruggendo le foreste e provocando le pandemie, mina la nostra salute e genera una "pandemia silenziosa" di malattie croniche non trasmissibili. L'agricoltura industriale basata su sostanze chimiche tossiche sta anche distruggendo la biodiversità delle piante, degli insetti e degli organismi del suolo. Il sistema alimentare industriale domina oltre il 75% del suolo coltivabile del mondo, utilizzando fertilizzanti sintetici il cui costo in termini di danno ambientale è stato stimato a 375 miliardi di dollari. È inoltre responsabile del 75% della distruzione della biodiversità e della perdita di 75 miliardi di tonnellate di suolo fertile ogni anno, con un danno stimato di 400 miliardi di d0llari».
Passiamo alla sua India. Perché le tre leggi della riforma agraria hanno causato un tale caos?
«Dal 1991, i giganti dell'agribusiness hanno messo gli occhi sull'India, come fece la Compagnia delle Indie Orientali qualche centinaio di anni fa. Si servono del la Banca Mondiale per imporre delle condizionalità. Le tre leggi fanno parte della condizionalità della Banca Mondiale del 1991 che prevede di rimuovere la regolamentazione dei prezzi, i limiti delle scorte di approvvigionamento e la regolamentazione dei mercati pubblici. Il dominio britannico aveva creato carestie in India. Le leggi create dopo l'indipendenza avevano lo scopo di difendere la nostra sovranità e democrazia alimentare. I nostri sistemi di regolamentazione hanno protetto il sistema indiano in quanto paese di piccoli agricoltori e piccoli commercianti, che sfamano 1,3 miliardi di persone. Il tentativo trentennale di smantellare il nostro sistema di sovranità alimentare è sfociato nelle tre leggi contro le quali i contadini stanno protestando. Come hanno protestato per 30 anni per impedire la distruzione dell'agricoltura indiana e dei loro mezzi di sussistenza da parte dell'agribusiness globale.
Che ruolo hanno le donne nella transizione ecologica?
«La maggior parte dei piccoli agricoltori sono donne. Le donne producono la maggior parte del cibo. Le donne sono le esperte di semi, le esperte di cibo, le esperte di nutrizione, le esperte di salute».
PIETRO MECAROZZI
La Repubblica 22 marzo