giovedì 13 maggio 2021

TRASPOSIZIONE SCRITTA DEL VOCALE DI IERI SERA

 Cari amici e care amiche, 

questa sera avevo preparato una riflessione sul Salmo 8; un salmo veramente significativo nella Bibbia ebraica. Ma i fatti che stanno succedendo in Israele, in Palestina, hanno persuaso il mio cuore a spostare la riflessione sui Salmi per dare la precedenza ad alcune considerazioni sullo stato di guerra che si è instaurato.

Strage di palestinesi e razzi di Hamas su Israele: credo che non ci sia affatto da battere le mani, ma non possiamo nemmeno lavarci le mani, con dichiarazioni di “pace stellare” alla Di Maio, di persone che parlano di pace mentre compiono in Libia operazioni e pattuizioni di emarginazione dei migranti e di fornitura di armi. La retorica dei due popoli e due stati in Israele è finita con la guerra del 67. La guerra dei sei giorni. una invasione dei territori palestinesi senza nessuna legittimità: una vera invasione. Si vuole uno stato sovrano con Gerusalemme con la capitale politica e tanti sudditi stranieri, come dire, da trattare come sudditi e come manovalanza. La violenza non è la soluzione, ma è ciò che il governo di Israele, in cui tutto è ancora in mano a quell' assassino di Nethanyau, intende proseguire sterminando i leader e i gruppi di resistenza palestinese. Tutto questo è una progressiva invasione dei territori; lo abbiamo visto negli anni, è la confisca dei beni e degli immobili palestinesi e va di pari passo con i nuovi insediamenti cresciuti enormemente in territorio palestinese.

Una persona come me, che ha l'ebraismo nel sangue, non fa coincidere la politica di Israele con le migliori tradizioni viventi dell'ebraismo; non cado in questa trappola di chi non ragiona, ma purtroppo occorre notare che le voci libere dentro il mondo ebraico non costituiscono ora la maggioranza ma una minoranza.

E se facciamo un passo in avanti e guardiamo all'ONU e all'organizzazione mondiale, essa fa paroloni, dichiarazioni, tavoloni dalle quali si esce con il nulla di deciso. Anche perché su questo punto il mondo, come su altri, è spaccato ed è l'ingiustizia che spacca il mondo, è il potere delle armi che spacca il mondo: l'ONU non vuole prendere atto di questa verità.

Lo stesso Biden se la prende con i razzi di Hamas, ma dimentica le bombe di Nethanyau. Gli Usa hanno armato e armano fino ai denti Israele e non possono farne a meno per tenere sotto controllo il Medioriente. Diremmo che Israele è proprio la mano armata e la mano di controllo del Medio Oriente da parte dell'America.

E se veniamo all'Unione Europea, parla a vanvera e ora tira in ballo l'antisemitismo, quando qui la questione riguarda la prevalenza invasiva e totalmente determinante del governo di Israele. Che in Italia si faccia paladino della cultura ebraica e apostolo dell'antisemitismo uno come Salvini, la dice lunga, la dice davvero lunga.

E c'è una confusione dei linguaggi in cui tutti fanno i moderati, un po' di qua un po' di là, che vuol sempre dire:” sto qui per il potere della “Convenienza”; Come è estremamente eloquente!

Poi c'è un altro passo; la grande stampa non solo italiana ma prevalentemente italiana sia pure con qualche distinguo, condanna sempre Hamas come origine delle violenze. Si legge, come fa il direttore di Repubblica, lo scenario presente senza illuminare i fatti e le violenze precedenti, come se il problema fosse tutto nel trovare una fittizia pace come propongono Biden e l'Unione Europea, sempre a rimorchio, mai con un'idea nuova, ed allora si parla di tregua, di pace. Si spera sempre che soffocando le voci di Hamas, sterminando il loro potere militare, cosa che non avverrà assolutamente perché troverà sempre rifornimenti del mondo arabo ebbene si crede di costruire un sentiero di pace.

Ma è difficile trovare un giornale eccetto il Manifesto, il quotidiano Il Manifesto, che guardi anche dalla parte dei palestinesi, non con partigianeria, ma con partecipazione alle situazioni reali dei palestinesi anche nei mesi del Covid. delle provocazioni sulla questione della capitale, sulle condizioni di vita dei palestinesi....Stiamo illudendoci: sottomettere degli schiavi espropriarli della loro terra con le armi, cancellare le loro eredità per metterli a servizio di un capitalismo all'americana, non apre prospettive di pace e nemmeno Biden potrà illuderci. Gli Stati Uniti sono imperialisti e hanno bisogno di alleanze e di sudditi come l'Italia e di schiavi come gli altri stati tra cui Israele che compiano il servizio dei loro poteri militari nel mondo.

Io sono stravolto dal dolore di chi è ferito, da chi muore sotto razzi o sotto bombe, ma non sto nel mezzo. Nemmeno i numeri non stanno nel mezzo. I numeri dicono che i più deboli, i più poveri, i più emarginati muoiono di più , subiscono il peggiore danno: sto con i palestinesi e spero che la disperazione di questi anni, non solo in questi giorni, (non facciamo gli ingenui la storia è dal 1967), trovi alleanze umanitarie per costruire un popolo assetato di pace, di giustizia. Questo auguro ai palestinesi.

Israele è ormai nelle mani del capitalismo più suddito degli Stati Uniti d'America: possibile che Israele non possa vivere senza assassini come Netanyahu e senza padroni come gli USA e cercare invece i nuovi sentieri di convivenza?

Guardiamo avanti con speranza, tutto è possibile, ma tutto è molto difficile e bisogna rompere il potere delle multinazionali delle armi, e bisogna rompere la politica delle grandi potenze che decidono le sorti dell'umanità senza nemmeno più guardare in faccia l'umanità reale

Spero che la nostra fede ci renda partigiani dei più deboli, mai dalla parte degli assassini come Netanyahu, mai dalla parte di chi uccide, governa, può permettersi tutto in nome del potere.

Stiamo dalla parte di chi è più debole, ma facciamo in modo che le vie per la ricostruzione siano vie più possibili alla ricerca della pace perché la via delle Armi non ha mai portato ad una pace stabile

Anche la comune fede di Israele, dell'islam e del cristianesimo avrebbe qualcosa da dirci, se noi sapessimo ascoltarla

Buona serata a tutti e a tutte  voi

Franco Barbero