martedì 3 agosto 2021

GRAVE SITUAZIONE IN COLOMBIA

 In Colombia la guerriglia non finisce mai

Nel 2021 assassinati già cento attivisti

Juan Iris Medina Ramirez si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato, quando un proiettile l'ha uccisa a sangue freddo; per le statistiche e lei la centesima attivista uccisa in Colombia dall’inizio dell’anno. Andando a ritroso, i numeri aumentano: sono quasi mille i «leader sociali» (sindacali, ambientalisti, rappresentanti di comitati di quartiere o di cooperative rurali) assassinati da quando nel 2016 è finito, almeno sulla carta, il lungo conflitto fra lo Stato e le Farc, la guerriglia più longeva dell’America Latina.......

 ll vuoto di potere creato dalla smobilitazione della guerriglia ha creato nuove <<terre di nessuno» bersaglio di narcotrafficanti o piccole gang Si colpisce soprattutto chi cerca di cambiare lo stato delle cose. Juana era da anni la portavoce del quartiere Luis Calvo, nella » periferia di Santa Mana, non distante dalla caldissima frontiera col Venezuela. Spettava a lei il compito di protestare per la lentezza degli aiuti promessi dal governo, dalle borse alimentari alle mascherine in tempo di pandemia. Ad aprile era stata uccisa Sandra Liliana Pefla Chocué, la governatrice indigena della riserva di La Laguna Sinerla che combatteva i narcos. Contesti urbani difficili, non meno pericolosi di quelli rurali, dalla selva alle Ande, dove lo Stato, semplicemente non esiste. 

Dal Choco, sul Pacifico, salpano le imbarcazioni con la coca verso il Messico e poi gli Stati Uniti. Nel Norte de Santander, crocevia dei migranti in fuga dal Venezuela, operano gruppi armati dissidenti, a la Guajira la frontiera e attraversata ogni giorno dai soldati mandati da Caracas. Nel Meta é stato trucidato Juan de Jesus Monroy, l’ex comandante Albeiro Suarez, a capo di una cooperativa di ex guerriglieri che oggi producono cioccolato artigianale. 

Da mesi denunciava le minacce dei gruppi paramilitari che gliel’avevano giurata. La vendetta domina; sono 280 gli ex guerriglieri uccisi dai loro nemici. Il presidente del Tribunale perla Pace (Jep) Eduardo Cifuentes ha denunciato la situazione alla Procura generale <<La vita degli ex combattenti é a rischio, lo Stato non ha la capacita di difenderli». Regolamenti di conti o esecuzioni sommarie per appropriarsi di un territorio in bilico. Metodi mafiosi, che distruggono il tessuto sociale del Paese. <Quando si uccide un leader - ha spiegato Francisco de Roux, della Commissione per la Pace - si mette a tacere tutta la comunità. Crolla, tra la gente, la fiducia nella giustizia e questo Crea più instabilità»........

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