giovedì 5 agosto 2021

Sport-Salute-Benessere. Insieme a corpi liberi
Ma di cosa vi stupite?

di Federico Bronzin

Chissà quanto la notizia delle scuole medie di Caraglio è uscita dai confini comunali, o forse anche provinciali. La Stampa di Cuneo recita "Immagini scattate di nascosto durante la dad a insegnanti e compagni, poi modificate e accompagnate da insulti e allusioni sessuali". Conseguenza (esemplare), 300 alunni sospesi.
Tutti a gridare al clamore, allo scandalo; io, personalmente, ci vedo nulla di strano nel sapere che alcuni dei 300 alunni delle medie possono aver compiuto tali azioni (genitori malati che passano la propria perversione ai figli, ce ne sono ovunque). Quello che trovo più preoccupante è che, se sono stati sospesi tutti, vuol dire che tutti (o la quasi totalità) hanno un cellulare.
In un Paese che, petto in fuori, esalta la propria evol involuzione, che fa della burocrazia un rigido baluardo a difesa delle regole, del rispetto e della privacy, poi fa diventare "essenziale" avere un cellulare anche per i bambini (perché a dieci-dodici anni si è ancora bambini), mi si consenta, qualcosa non torna.
In un Paese che, pancia in fuori, assiste braccia conserte a una vertiginosa crescita di bambini sovrappeso (il sovrappeso è il primo stadio di una malattia) e che dà loro in mano un cellulare piuttosto che un pallone o una corda, è un Paese che non vuole bene alla sua gente.
Nell'attesa, tra qualche generazione, che diventi normale l'inserimento sottocutaneo di microchip fin dalla tenera età, per collegarsi tutti allegramente alla rete, mi godo mia figlia che, a un anno e mezzo, di fronte a cellulare e palla (sperimentato), sceglie la palla.

(da Insonnia mensile di Racconigi, luglio 2021, pag. 7 - contatti@insonniaracconigi.it)