Dio non ci abbandona nonostante le nostre fragilità
G. Fratelli e sorelle è bello ritrovarci per pregare insieme e ringraziare Dio per le cose belle e buone che ci regala. E’ una opportunità per fare rifornimento di condivisione, di capacità di ascolto, di disponibilità verso l’altra e l’altro.
Prepariamoci con un momento di silenzio.
Dal Salmo 90
O Signore, sei stato il nostro rifugio
di generazione in generazione.
Prima che venissero alla luce i monti,
prima che nascesse l’universo,
da sempre tu sei l’unico Dio.
Davanti a te, Signore, mille anni
sono come il giorno appena trascorso,
equivalgono al turno di una sentinella.
Tu fai tornare l’uomo alla polvere
e gli dici: “Figlio di Adamo: torna alla terra!”
Li spazzi via come un sogno al mattino,
sono come l’erba che germoglia:
al mattino fiorisce e cresce,
a sera avvizzisce e si affloscia.
I nostri giorni passano nel tuo sdegno,
i nostri anni fuggono come un sospiro.
La durata della vita è settant’anni,
i più robusti arrivano ad ottanta;
ma per lo più sono fatica ed affanno,
passano resto e noi ci dileguiamo.
Rendici ora la gioia per lunghi giorni,
per quanti furono quelli della nostra afflizione,
gli anni trascorsi tra mille sventure.
Rivela ai tuoi servi la tua opera,
manifesta ai loro figli la tua maestà
e mantieni su di noi il tuo amore.
Rendi fruttuosa la nostra fatica
e convalida l’operato delle nostre mani.
Il vaso incrinato
Un portatore d’acqua aveva due grossi vasi, appesi all’estremità di un palo che portava sulle spalle; uno dei vasi era incrinato e ogni volta arrivava pieno soltanto a metà, mentre l’altro era perfetto e portava sempre tutta l’acqua fino alla fine del lungo cammino, dalla fonte alla casa del padrone. Tutto questo andò avanti per due anni: il portatore d’acqua arrivava alla casa del padrone con solo un vaso e mezzo d’acqua. Naturalmente, il vaso sano era orgoglioso delle sue prestazioni, si sentiva perfetto per il fine per il quale era stato fatto, mentre il povero vaso incrinato si vergognava della sua imperfezione e di essere capace di portare a termine solo metà del lavoro al quale era stato destinato.
Dopo un paio d’anni di quello che egli percepiva come un amaro fallimento, il vaso incrinato parlò vicino alla fonte al portatore d’acqua. “Mi vergogno di me stesso e voglio chiederti scusa”. “E perché? – chiese il portatore d’acqua – di che cosa ti vergogni?” “Negli ultimi due anni sono stato capace di fare solo metà del mio lavoro a causa di questa fessura che ho e che lascia l’acqua durante il cammino di ritorno alla casa del padrone; per colpa dei miei difetti sei costretto a fare tutto questo lavoro e non hai tutti i riconoscimenti per i tuoi sforzi” disse il vaso. Il portatore d’acqua si sentì dispiaciuto per il vecchio vaso incrinato e disse: “Mentre torniamo alla casa del padrone voglio che tu faccia caso ai bellissimi fiori lungo il sentiero”. Il vecchio vaso incrinato, mentre salivano sulla collina, fece caso al sole che scaldava i bei fiori che crescevano accanto al sentiero e questo fatto lo rincuorò un poco, ma, alla fine del cammino, si sentiva ancora triste perché aveva perso metà del suo carico e, quindi, chiese ancora una volta scusa al portatore d’acqua per il suo fallimento. Il portatore d’acqua disse al vaso: “Hai notato che i fiori erano sul tuo lato del sentiero e non su quello dell’altro vaso? Il perché è facile e risiede nel fatto che io ho sempre saputo del tuo difetto e ne ho tratto vantaggio; ho seminato dei fiori sul tuo lato del sentiero ogni giorno; mentre tornavamo dalla fonte, tu li hai innaffiati. Per due anni ho potuto cogliere questi bellissimi fiori per decorare la tavola del mio padrone; se tu non fossi stato fatto così io non avrei potuto avere queste cose per abbellire la casa”.
Ognuno di noi ha i propri difetti strutturali, siamo tutti dei vasi incrinati; non abbiate paura dei vostri difetti: siatene consapevoli, così anche voi sarete il mezzo per abbellire la strada. Siatene fieri, sappiate che nella nostra debolezza troviamo la nostra forza.
T. Dio del cielo e di tutte le terre
aiutaci a camminare nel vento della vita
con la spensieratezza del passero che
fa il nido, senza pensare che giungerà
l’autunno.
Prima che i nostri occhi Ti cercassero, Tu sei venuto verso di noi in mille modi. Prima che le nostre labbra ti invocassero,
Tu hai deposto nei nostri cuori la Tua parola.
Apri ogni giorno il nostro cuore
a questo mistero di amore che ci avvolge.
Tu ci hai amato per primo
e ci doni anche oggi la forza d’amare.
Tu semini nel cuore della nostra vita la speranza di una creazione liberata
da ogni violenza e da ogni discriminazione.
Sei il Dio che danza le nostre gioie,
che cammina con noi nei nostri “viaggi”
della vita.
Donaci il latte nutriente della Tua parola.
Mantieni vivo in noi, nel più profondo di noi,
il Tuo insegnamento per un mondo di
giustizia.
Possa il ricordo di Gesù scaldare i nostri
cuori
e sospingerci nella conoscenza di tutti e
tutte coloro che cercano giustizia,
tenerezza e pace.
Sussurra al nostro orecchio parole nuove,
Tu che sei il Dio sempre sorgivo di vita!
Soprattutto falle penetrare nel nostro
cuore di pietra, perché fioriscano le
scelte e le opere di Gesù
anche nella nostra esistenza di tutti i
giorni.
Rendici attenti alle difficoltà di chi incontriamo
e aiutaci a diventare mani amiche
e a uscire dall’immobilismo.
Risveglia in noi la gratitudine
verso coloro che ci aiutano
e verso di Te che attraverso Gesù
ci hai insegnato la strada dell’amore,
dell’attenzione e della solidarietà.
MESSAGGIO DI TENEREZZA
Ho sognato che camminavo
in riva al mare con il Signore
E rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni
più difficili della mia vita.
Allora ho detto: “Signore
io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?”.
E lui mi ha risposto:
“Figlio, tu lo sai che io ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali
c’è soltanto un’orma sulla sabbia
sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio”.
Anonimo brasiliano
LETTURE BIBLICHE
Numeri 11,25-29
Il Signore intervenne dalla nube e parlò con Mosè. Prese un po’ dello spirito che era su Mosè per effonderlo su ciascuno dei settanta anziani. Appena lo spirito si posò su di esse, cominciarono a parlare come profeti, ma poi smisero.
Due uomini, uno di nome Eldad e l’altro Medad, che erano nell’elenco dei settanta anziani, erano rimasti nell’accampamento, invece di recarsi alla tenda. Lo spirito si posò anche su di loro, e così si misero a parlare come profeti in mezzo all’accampamento. Un ragazzo corse ad avvertire Mosè.
Eldad e Medad, - gli disse, - stanno facendo i profeti in mezzo all’accampamento.
Giosuè, figlio di Nun, che fin da ragazzo era stato aiutante di Mosè, disse:
Mosè, mio signore, falli smettere!
Ma Mosè rispose:
Sei geloso per me? Invece, volesse davvero il Signore comunicare il suo spirito a tutto il popolo d’Israele, e tutti diventassero profeti!
Marco 9,38-40
Giovanni disse a Gesù: “Maestro, abbiamo visto un uomo che usava il tuo nome per scacciare i demoni, e noi abbiamo cercato di farlo smettere perché non è uno dei nostri”.
Ma Gesù disse: “Lasciatelo fare. Perché non c’è nessuno che possa fare un miracolo in nome mio, e poi subito si metta a parlar male di me. Chi non è contro di noi è con noi.
PREGHIERE SPONTANEE
PADRE NOSTRO
BENEDIZIONE
“Che il vento, soffiando nei vostri capelli,
vi porti il palpitare della vita.
Che i vostri piedi lascino nella polvere
orme di speranza.
Che nell’oscurità
voi udiate battere il cuore del prossimo.
Che le vostre mani si protendano
come porte che si aprono.
Che le vostre bocche trasmettano
quanto vi è stato dato di ricevere.
Che le vostre orecchie colgano
quello che le parole dicono solo a metà.
E che l’amore del Signore vi accompagni
anche là dove non vorreste andare”.
(Christian Kempf)
Franca Gonella per la Comunità Cristiana di Base – Via Città di Gap – Pinerolo
26 settembre 2021