giovedì 30 giugno 2022

CARO DIO,

In questi giorni di covid violento mi sono poste tante domande. Senza pretese, ma ho quasi scritto mentalmente un piccolo libro di Giobbe. Non Ti parlo delle tragedie più grandi come quelle dell'Africa, il continente più grande e sfruttato dei cinque continenti. Sono nato nel 1939 nel pieno di una dittatura e poi la seconda guerra mondiale e il fascismo… Sono stato fortunato perché la lunga vita mi ha regalato gioie, dolori, malattie, sofferenze, relazioni e conflitti. Tanti fratelli e sorelle.

Ma Tu, mio Dio, lasciami ironizzare un poco con Te, Tu che sei il dialogo, la relazione di ogni ora, che stai all'origine alla fine, Tu qualche volta non ti fai la domanda di alcuni rabbi? 
Forse per quanto riguarda gli alberi, gli uccelli, gli animali, I fiori e le farfalle ho fatto bene a "dare" il via della creazione a immettere nel creato un soffio che spinge e creare nuova vita, così bella e ricca di profumi, colori, che vediamo ogni giorno.
Ma all'atto della creazione del dm, dell'umano, non hai avuto qualche dubbio che le cose non andassero poi secondo il tuo sogno d'amore infinito? Le Scritture, che leggo assiduamente mi hanno parlato della Tua fonte creatrice. La risposta è già in realtà nel mio cuore; Tu sei il Dio, fonte della vita e la Tua presenza creatrice amava e ama talmente da correre dei rischi. Anche Gesù e i profeti, che avevano incorporato il Tuo amore, hanno corso dei rischi.
Forse, o Dio, tocca proprio a noi, nel difendere e far crescere il creato, imparare dal tuo "rischio iniziale" e continuare, come fai tu ad amare tutte le creature.

Franco Barbero
21/06/2022