Traccia per il momento di preghiera silenzio e meditazione
30/06/2022
Lc 9, 11b-17
. Ma
la gente se ne accorse e seguì Gesù. Egli li accolse volentieri,
parlava loro del regno di Dio e guariva quelli che avevano bisogno di
cure.
12Ormai
era quasi sera, i Dodici si avvicinarono a Gesù e gli dissero:
-
Lascia andare la gente, in modo che possa trovare da mangiare e da
dormire nei villaggi e nelle campagne qui intorno: perché questo è
un luogo isolato.
13Ma
Gesù rispose:
- Date voi qualcosa da mangiare a questa gente!
I
discepoli dissero:
- Noi abbiamo soltanto cinque pani e due pesci.
A meno che non andiamo noi a comprare cibo per tutta questa
gente!
14Gli
uomini presenti erano circa cinquemila.
Gesù disse ai suoi
discepoli:
- Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa! 15Così
fecero e invitarono tutti a sedersi per terra.
16Poi
Gesù prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo e
disse la preghiera di benedizione. Poi cominciò a spezzare i pani e
a darli ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
17Tutti
mangiarono e ne ebbero abbastanza. Alla fine raccolsero i pezzi
avanzati e ne riempirono dodici ceste.
Gesù,
nel deserto della storia vede e si prende cura di un’umanità
dolorante invitando ciascuno dei suoi a fare altrettanto, rivelando
così la logica disarmante che la propria fame si estingue facendosi
pane per gli altri. Infatti qui Gesù non invita a dare cose, denari
o a pregare il Cielo per compiere la sazietà dell’altro, bensì a
donare sé stessi: «Voi stessi date loro da mangiare», ossia datevi
in cibo a questa umanità affamata’ (v. 13a). E nell’attimo
stesso in cui si vive questa logica del dono di sé, il deserto
comincia a fiorire (cfr. Is 32, 15). Infatti nel Vangelo di Giovanni,
passo parallelo al nostro, si afferma come in quel luogo ci fosse
“molta erba” (Gv 6, 10b) e Marco aggiunge come quell’erba fosse
‘verde’ (Mc 6, 39). Un luogo con molta erba verde, richiama un
giardino, e il Giardino nella Bibbia è sinonimo di paradiso.
Insomma: il condividere, il prendersi cura della vita dell’altro fa
fiorire il proprio deserto esistenziale e trasforma questo nostro
mondo incolto, in un qualcosa dal sapere di paradiso.
Va da sé che maltrattare un essere umano significa profanare il medesimo Corpo di Cristo, il Dio-con-noi, e in- noi.
Va da sé che i veri e più preziosi tabernacoli saranno i corpi martoriati dei poveri, le carni consunte dei profughi, degli esclusi, degli allontanati e degli abbandonati.
(don Paolo Scquizzato)
Silvia Airaudo per la CdB di Via Città di Gap - Pinerolo