SCIOPERO DELLA FAME PER LE CARCERI: "INVIVIBILI"
Si estende anche a Torino la protesta pacifica dello sciopero della fame per chiedere migliori condizioni di vita nelle carceri, per chi è recluso e per chi lavora. L'iniziativa è stata presa una settimana fa da Rita Bernardini, presidente dell’associazione Nessuno tocchi Caino. Ieri si è unito alla protesta anche il segretario generale Aldo Di Giacomo del Spp, Sindacato polizia penitenziaria, che ha iniziato il digiuno alla luce delle quotidiane aggressioni, dei cronici problemi strutturali e anche dei 54 suicidi che si sono verificati dall'inizio dell'anno in Italia, di cui due a Torino: l'ultimo, nei giorni di Ferragosto, è di un giovane rapinatore alla sua prima carcerazione.
Savastano, assieme a dirigenti sindacali locali e diversi poliziotti penitenziari, ha avviato iniziative di sostegno allo sciopero della fame e ha sottoscritto un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Da servitori dello Stato il nostro impegno è rivolto a far rispettare la legalità e al contrasto a mafia e criminalità che, a nostro parere, deve svolgersi a partire dalle carceri. Non possiamo perdere altri mesi. Ci sono azioni, misure, provvedimenti che si possono e si devono attuare subito».
Anche l'associazione Marco Pannella di Torino aderisce allo sciopero della fame, nella forma 'a staffetta' con sedici attivisti e militanti. Proprio al carcere Lorusso e Cutugno di Torino, il 19 agosto alcune detenute nel braccio femminile avevano iniziato l'astensione dal vitto. «L'iniziativa – spiega l'associazione - è a sostegno delle volontà manifestate dalla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e del capo del Dap, Carlo Renoldi, affinché si proceda a ridurre la popolazione detenuta in forte sovraffollamento, con misure come la liberazione anticipata speciale».
Ieri i sindacati Sappe, Osapp, Sinappe, Fns Cisl e Cgil Pp hanno diffuso una nota congiunta in cui parlano di «una situazione intollerabile» per le intemperanze dei detenuti nelle carceri Lorusso-Cutugno e Ferrante Aporti di Torino. Citano tre episodi. Il 20 agosto due minorenni rinchiusi nel Ferrante Aporti hanno aggredito un agente colpendolo più volte alla spalla e al collo: ne avrà per 21 giorni. Nel carcere del quartiere Vallette alcuni detenuti psichiatrici «hanno creato seri problemi organizzativi interni dando origine fra l'altro a un principio di incendio». Nella sezione femminile «una detenuta molto problematica crea da tempo gravi disagi» e «il personale - si legge nel comunicato – è stanco di subire aggressioni. Chiediamo a gran voce che l'azione disciplinare faccia il suo corso».- f.cr.
La Repubblica 23 agosto