giovedì 29 settembre 2022

IN RUSSIA : TRACCE DI PERESTROJKA

 IN RUSSIA I FIGLI DELLA PERESTROJKA SOGNAN0 ANCORA


Mikhail Gorbaciov e la squadra di riformatori che tentarono con lui di democratizzare l'Unione Sovietica erano chiamati "i figli del XX Congresso": il Congresso del Pcus del 1956 in cui Kruscev denunciò il culto della personalità di Stalin e aprì la stagione della destalinizzazione. Nel 1956 Gorbaciov aveva 25 anni. Trent'anni dopo, quando ne aveva 55 ed era da poco più di un anno al potere, diede avvio a glasnost e perestrojka, parole d'ordine del suo programma per liberalizzare il comunismo.

La libertà introdotta da Mikhail Sergeevic nel 1986 aveva le sue radici nella svolta di Krusciov del 1956, il cui seme non era andato perduto nella pur lunga e rigida stagione di Breznev, successore e repressore di Krusciov. È un precedente che merita di essere ricordato, dopo la morte di Gorbaciov: per quanto la Russia di Putin abbia cancellato le sue riforme tanto quanto Breznev fece con quelle di Krusciov, e forse anche di più, rimane ancora possibile che i "figli della perestrojka" un giorno riprendano la lotta per la libertà. Quella stagione di cui fui testimone come corrispondente da Mosca di Repubblica durò più di un decennio, dall'avvento al potere di Gorbaciov nel 1985 fino alle dimissioni del rivale ed erede Boris Eltsin il 31 dicembre 1999: chi allora aveva vent'anni ne ha tra i quaranta e i sessanta oggi.

Il seme della libertà ha una resistenza straordinaria: se lo hai gustato non lo dimentichi più. E tra i russi odierni c'è chi lo ricorda: da Aleksej Navalnyj prigioniero nel nuovo Gulag, a dissidenti in esilio come Garry Kasparov e Mikhail Khodorkovski, dalle Pussy Riot agli anonimi cittadini che hanno portato fiori davanti alla bara di Gorbaciov. Sarebbe sbagliato seppellire insieme a Gorbaciov la speranza che in futuro la Russia toni a camminare verso la democrazia.

Enrico Franceschini, Il Venerdì 23 settembre