TU Cl ACCONPAGNI PER FARE ANCHE NOI IL CAMMINO DELL’ESODO FATTO D’AMORE E LIBERTA’
don Franco Barbero Cdb Pinerolo 1977
Tutto il mondo ci parla di noi e delle opere delle nostre mani
Tu sembri il grande assente tra mille evidenze.
I signori di questo mondo impongono la loro presenza:
Tu, invece, nascondi la Tua gloria nella povertà delle cose.
Le Tue opere sovente sono molto diverse
da ciò che noi ci aspetteremmo da Te;
di esse ci giunge soltanto e a stento
un’ombra, come una eco lontana.
Le nostre «cose» fanno ressa e urgono
alla porta del nostro cuore;
la Tua presenza, invece, è discreta,
attenta a non imporsi, ma a proporsi.
Perchè questo, o Signore, è il Tuo stile,
la povertà che Tu hai scelto;
è la strada della proposta libera,
che non vuole farci violenza.
A volte la cappa del dubbio ci opprime
e la voglia di vedere e di toccare
ci prende e ci sconvolge,
come fu per Tommaso, uno dei dodici.
Siamo gente che forse cammina con Te
ma, come i viandanti di Emmaus,
abbiamo gli occhi bendati
e non sappiamo ancora riconoscerTi.
Ti portiamo le nostre «grandi» dichiarazioni di impegno
e le nostre piccole azioni di ogni giorno,
sempre impastate di fedeltà e di infedeltà,
simili all'albero che ha molte foglie e pochi frutti.
A volte ci regali uno sprazzo di cielo
e poi torna ancora la notte:
ma nel cuore della notte
nasce sempre un nuovo giorno.
Eppure Tu ami questa nostra vita
reale, concreta, priva di miracoli,
in cui giorno dopo giorno camminiamo,
spostando le tende come pellegrini del regno.
È bello sapere che Tu sei con gli uomini e le donne:
li spingi avanti come la generazione dell’esodo
a guadagnare, lottando, qualche palmo di libertà.
Tu sei lì, in questo felice ed ostinato desiderio
di andare avanti, sempre e ancora, o Signore.
Il cammino di liberazione, ora felice ora crocefisso,
è il cantiere in cui si costruisce la fraternità.
Lì incontriamo la Tua presenza e il Tuo amore,
o Signore, roveto ardente che non Ti consumi.
Tu ci chiami a sperare, a non fermarci, a far festa,
ad accendere fuochi e a intonare canzoni di vita!
Ci inviti a darci la mano, a non misurare ciò che si dà,
a diventare poeti e fanciulli, come figli della risurrezione.