MATRIMONIO CRISTIANO DI ELIANA E MARGHERITA, 2 maggio 1974
Franco: Care Eliana e Margherita, davanti a Dio, ai vostri amici e parenti e davanti al ministro di questa comunità ora voi esprimete ciò che nel vostro cuore avete preparato e deciso.
Eliana: Cara Margherita, ringrazio Dio di averti incontrata in quella fredda giornata di inverno. Ora sento tutto il calore dei tuoi sentimenti, sento la solidità dei tuoi pensieri e la fedeltà del tuo amore. Margherita, sei un tesoro preziosissimo per me. Davanti a Dio ti prometto amore per sempre. Possa il Signore, custode delle nostre vite. aiutarmi a riempire la mia esistenza di amore per te e per le persone che incontrerò nei miei anni.
Margherita: Cara Eliana, sei per me, come dice il tuo nome, la figlia del sole. Sì, benedico Dio che ci ha fatte incontrare. Con te ho conosciuto la stabilità degli affetti, la gioia della passione dei nostri cuori e dei nostri corpi, con te ho ripreso a leggere la Bibbia, con te ho scoperto l'impegno di solidarietà. Oggi sono contenta di questo amore lesbico che voglio vivere con te fino all'ultimo respiro e in tutta libertà. (lacrime molte... e applausi)
Eliana: Ricevi, Margherita, questa corona di fiori (le mette sulle spalle una bellissima corona intrecciaia). Voglio impegnarmi a mantenere in fiore il nostro amore. Sia la tenerezza il profumo della nostra vita.
Margherita: Mia dolce Eliana, eccoti in dono questo piccolo mappamondo per ricordare a te e a me che, solo conservando il nostro cuore aperto al mondo, non lo faremo sfiorire, non lo soffocheremo.
Franco: Dio accompagni e custodisca il vostro amore nei giorni della salute e della malattia, nei giorni solari e in quelli bui. Egli sia il custode delle vostre vite.
Preghiera eucaristica letta da Eliana e Margherita a voci alterne
1. Tu, Padre e Madre di tutto il creato,
mano amica che sorreggi i nostri passi,
noi stiamo davanti a Te con fiducia.
Veniamo da Te e a Te ritorniamo.
2. Tu fai nascere la vita e l’accompagni,
calda sorgente e presenza di amore.
Tu sei all’alba dei nostri anni,
Tu ci accogli nell'ultimo dei nostri giorni.
1. Tu, aurora quotidiana e sole sempre giovane;
Tu, fuoco che non si spegne e fiamma che riscalda;
Tu, cipresso sempre verde che profumi di speranza;
Tu, rifugio accogliente dentro le nostre tempeste.
2. Tu sei la Sapienza eterna che inonda il mondo,
che invade teneramente i nostri cuori,
che illumina i sentieri più nascosti e bui,
che riscalda le ore gelide della vita.
1. Tu bussi alla porta dei nostri cuori
come chi s’avvicina in punta dei piedi;
sei il soffio invitante che fa vivere,
la compagnia che non verrà mai meno.
2. Noi ci rivolgiamo a Te, proprio a Te, o Dio.
Tu sei più grande di ogni nostra parola,
sei la roccia su cui costruire la casetta,
sei la stella da seguire nelle nostre notti.
1. Con la forza che viene da Te
è possibile cambiare la nostra vita,
rompere anche le più radicate abitudini
e aprire finestre nuove per il futuro.
2. Crea in ciascuna di noi un io ospitale,
capace di far posto al volto dell’altra,
imparando da Gesù, il testimone del Tuo amore,
a guardare oltre tutte le frontiere.
1. Tu, aquila amorosa e pastore sollecito,
sollevaci sulle Tue ali oltre i luoghi comuni,
guidaci ai ruscelli e ai pascoli nutrienti,
mantienici oggi e domani sulla strada di Gesù.
2. Tu, culla delle nostre passioni costruttive;
Tu, potere che ama e forza che libera,
nutrici ancora oggi con questo pane
che noi mangiamo nella memoria di Gesù.
1. Sii per questo mondo il vento di novità
che spazza via le guerre e le schiavitù.
2. Fai fiorire e sgorgare canti di gioia
là dove donne e uomini lottano per la giustizia.
T. Gesù era a tavola con i suoi amici e le sue amiche. Egli era ben consapevole della congiura che si stava organizzando contro di lui e il suo cuore faceva i conti con la paura. Voleva lasciare ai suoi amici e alle sue amiche, in quella sera e in quella cena di intimità, qualcosa di più di un ricordo, di un segno.
T. Sulla mensa c’erano pane e vino. Gesù alzò gli occhi al cielo come spesso faceva nei giorni della sua vita e, dopo aver benedetto il nome santo di Dio, prese il pane, lo spezzò, lo divise dicendo: “Prendete e mangiate. Questo pane condiviso sia per voi il segno della mia vita. Quando farete questo, lo farete in memoria di me, di ciò che ho fatto e detto”. Poi prese la coppa del vino e disse: “Questo calice sia per voi il segno di un'amicizia che Dio continuamente rinnova con tutta l’'umanità, con tutto il creato”.
Comunione.
Canto del Padre nosiro
Preghiere spontanee (Tra le preghiere spontanee riportiarno solo quelle dei due papà e di un vecchissimo sacerdote, parente di Margherita). i
Giuseppe: Io prego perché voi possiate continuare a volervi bene come oggi in questo giorno del vostro matrimonio.
Enrico: Non eredevo di partecipare ad una cosa così bella e faccio tanti auguri alle ... spose e ringrazio Dio.
Don Eugenio: Io Ti prego, o Signore, perché le chiese cristiane sappiano aprirsi alle novità umane ed evangeliche che in questi anni si presentano ai nostri occhi.
Benedizione finale (Eliana e Margherita hanno voluto dare la mano e insieme leggere e indirizzare una benedizione al presbitero della comunità).
Che la via si apra davanti a te;
che il vento soffi sempre alle tue spalle,
che il sole inondi e riscaldi il tuo volto,
che la pioggia di primavera penetri nel tuo cuore
e che, fino al nostro prossimo incontro,
Dio ti custodisca fra le Sue mani,
ti copra di carezze e di abbracci.
Canto
Franco: Margherita ed Eliana,
che il vento soffiando nei vostri capelli
vi porti il palpitare della vita.
Che i vostri piedi lascino nella polvere
orme di speranza.
Che nell’oscurità
voi udiate battere il cuore del prossimo.
Che le vostre mani si protendano
come porte che si aprono.
Che le vostre bocche trasmettano
quanto vi è stato dato di ricevere.
Che le vostre orecchie colgano
quello che le parole dicono solo a metà.
E che l'amore del Signore vi accompagni
anche là dove non vorreste andare (Christian Kempf).